31 agosto 2020

Suor Nicolina Gemma PIZZATO


Carissime consorelle, la mattina del 27 agosto 2020, dall’“Hospital de Clínicas” di Buenos Aires (Argentina), è passata serenamente alla Casa del Padre la nostra cara missionaria Suor Nicolina Gemma PIZZATO.

Nata a Peseggia di Scorzé (Venezia) il 2 maggio 1934
Professa a Casanova di Carmagnola (Torino) il 5 agosto 1955
Appartenente all’Ispettoria Argentina “San Francesco di Sales” – Buenos Aires 

Suor Gemma, come veniva chiamata, faceva parte di una bella famiglia di 12 figli, di cui era la nona. Tra loro, due hanno scelto l’Istituto delle FMA: suor Luigina (attualmente ha 96 anni, missionaria in Brasile) e Gemma, di dieci anni più giovane di lei. In famiglia c’erano due zie missionarie (una in Cile e una in Brasile) e uno zio Carmelitano. All’età di cinque anni Gemma sembrava prossima alla morte. Per questo, prima di essere ricoverata in ospedale, ricevette la prima Comunione a casa, circondata dai genitori, fratelli e sorelle. Si riprese in salute e fin da ragazza iniziò a far parte dell’Azione Cattolica. Collaborava anche nel realizzare teatri con i ragazzi. Le piaceva la campagna ed era attratta dalla contemplazione dell’alba, si prendeva cura degli animali e amava cantare più volte durante il giorno. 

Già a otto anni aveva sentito la chiamata alla vita religiosa, ma solo a 16 anni, per un sogno in cui Gesù Crocifisso le disse: “Voglio che tu mi segua”, decise di rispondervi. La mamma, prima che le manifestasse la sua decisione, le aveva confidato: “Quando eri malata, a cinque anni, ti ho consacrata alla Vergine Maria”. Ma nessuno in paese credeva alla sua vocazione. Il parroco le suggerì di andare qualche mese a vivere con le suore per confermarsi nella scelta. Lì incontrò madre Pierina Uslenghi, che era stata Ispettrice di sua sorella in Brasile. L’Istituto, quindi, conosceva già la sua famiglia. Madre Pierina, in accordo con madre Margherita Sobbrero, allora Ispettrice nel Veneto, le fissò il giorno dell’entrata. Giunse ad Arignano il 26 settembre 1952 per l'Aspirantato. Ammessa al Postulato il 2 febbraio 1953, per il Noviziato passò a Casanova dove emise i primi voti il 5 agosto 1955. Rimase un anno a Torino “Madre Mazzarello” occupandosi dei lavori domestici e frequentando il Corso Professionale di Economia domestica, concluso il 28 maggio 1956. Lì ricevette la comunicazione della sua destinazione: l’Argentina. Il 12 ottobre 1956 lasciò Genova sul piroscafo Augustus con altre 11 missionarie dirette in Sud America. Giunsero a Buenos Aires il 28 ottobre. 

Per lo studio dello spagnolo, si fermò a Buenos Aires Almagro e a Bernal. Dal 1958 al 1962 fu a La Plata come assistente e studente presso l’Academia de Artes Femeninas dove, il 19 settembre 1961, conseguì il Diploma in taglio e confezione, secondo il Sistema Rodríguez. Nel Collegio “Maria Ausiliatrice” di La Plata completò gli studi corrispondenti ai tre anni di corso e il 7 dicembre 1962 conseguì il Master in confezione e ricamo. Mentre era a Rio Gallegos, l’8 dicembre 1964 ottenne pure il titolo di maestra per la scuola elementare. Insegnò due anni a Rio Grande, da cui si trasferì per un anno a Morón come assistente delle novizie. Lavorò poi nelle case di Río Gallegos, Río Grande, Puerto San Julián, Mar del Plata, Puerto Santa Cruz, La Plata, Buenos Aires Almagro, Buenos Aires Garay, Puerto Deseado, Morón Sacro Cuore” e “Maria Ausiliatrice”, San Isidro. In queste case fu maestra nella scuola elementare, assistente, vicaria, catechista, economa, incaricata dei gruppi giovanili, delegata delle Exallieve e dei Salesiani Cooperatori. Per vari anni fu direttrice nelle comunità di Puerto San Julián e Mar del Plata per due volte, Puerto Santa Cruz, Río Grande e San Isidro. Sebbene assumesse con entusiasmo questo servizio, quasi ogni volta non portava a termine il triennio, chiedendo di essere esonerata per problemi di salute. 

Suor Gemma era laboriosa ed entusiasta, audace nelle proposte ai giovani, che guidava e invitava specialmente a fare il cammino come Salesiani Cooperatori. Anche quando le forze non la sostenevano, ha continuato con gioia ad offrire il suo aiuto, a dare consigli, ad insegnare ai bambini ad amare la Madonna e ad incoraggiarli ad essere buoni missionari. Dal 2012 la sua salute ha cominciato a deteriorarsi e nel 2014 è passata nella casa “San José” di Buenos Aires, dove si è manifestato il Parkinson rigido. Era cosciente e lucida, ma riusciva a malapena a parlare. Il 14 agosto 2020 è stata ricoverata in ospedale con febbre alta e polmonite, dovute al coronavirus. Nella mattinata del 27 agosto Maria Ausiliatrice è venuta a prenderla, per premiare i suoi 65 anni di professione religiosa e i quasi 64 come missionaria.

Cara suor Gemma, grazie per la tua testimonianza di missionaria generosa, entusiasta e amante di Maria! Ottienici vocazioni ferventi per l’Ispettoria e l’Istituto. Noi ti offriamo la preghiera di suffragio. 

L’Ispettrice
Suor María Elena Fernández

SEASON OF CREATION

 

“Sembrando esperanza para el planeta”

 

30 agosto 2020

Suor Smerilli: “la pandemia uno tsunami, ma ha stimolato sguardi nuovi”

 

Suor Esterina PRANDO


Carissime sorelle,la sera del 24 agosto 2020, dal “Camillian Hospital” di Bangkok (Thailandia), il Signore della Vita ha chiamato alla gioia eterna la nostra carissima Suor Esterina PRANDO

Nata a Lozzo Atestino (Padova) il 5 agosto 1921 
Professa a Conegliano Veneto (Treviso) il 6 agosto 1943 
Appartenente all’Ispettoria Thailandese “S. Maria Mazzarello” - Bangkok 

“Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore, per la tua fedeltà e la tua misericordia!” È con questo versetto del Salmo 137 che suor Esterina termina la stesura dei suoi cenni autobiografici. Era la maggiore di sette fratelli e sorelle: quattro della prima mamma (due sorelle come lei FMA, e un fratello) e tre della seconda mamma (una sorella e due fratelli). Rimase, infatti, orfana di mamma all’età di cinque anni e il papà si risposò. Pur circondata dalle attenzioni del papà e degli altri familiari, sentì molto la mancanza dell’affetto materno. Man mano che cresceva, maturava in lei un grande amore alla Madonna e un forte bisogno di affidarsi a Lei. 

Poco alla volta, avvertì una voce che le suggeriva: “Sii tutta di Gesù”. Il parroco, a cui aprì il cuore, la seguiva impegnandola nell’Azione Cattolica e come catechista, attività che la rendevano molto felice. Era pure un’assidua oratoriana del Centro Giovanile delle FMA, aperto in paese nel 1928. Quando era libera dal lavoro, andava volentieri dalle suore. La direttrice, che aveva intuito la sua inclinazione e la seguiva, la presentò all’Ispettrice di Padova che le disse: “Bene, prega; ti darò la risposta tramite la tua direttrice”. Non avendo il coraggio di parlarne direttamente al papà che avrebbe sofferto troppo, Esterina chiese al parroco di aiutarla. E il papà, nonostante il grande sacrificio che il Signore gli chiedeva, la accompagnò insieme al parroco. Era la mattina del 3 maggio 1939. Più tardi, il generoso papà accompagnò anche Rosalia e Agnese. 

Dopo gli anni di formazione coronati con la professione il 6 agosto 1943, la sua prima obbedienza fu la casa di Valdagno come educatrice nella Scuola materna; vi rimase fino alla fine del 1947. Già dagli anni della formazione, suor Esterina aveva timore che il Signore le chiedesse di essere missionaria; cercava di non ascoltarlo e non parlarne con nessuno. Ma il Signore le venne incontro durante la visita canonica all’Ispettoria Veneta della Madre Generale madre Linda Lucotti. Espresse questo timore proprio alla Madre, che le rispose: “Il 24 maggio tu scrivi la domanda e mandala alla tua Ispettrice e stai tranquilla”. Fu così che, dopo un anno di preparazione a Torino, il 21 novembre 1949 arrivò in Thailandia (allora Siam) dove visse per ben 71 anni! 

Benché la missione fosse incominciata da 18 anni, suor Esterina è considerata una vera pioniera. Con le sue capacità organizzative e formative, ha contribuito molto all’espansione e al consolidamento dell’opera delle FMA e di un'altra Congregazione in Thailandia. Dal 1949 al 1951, mentre s’impegnava ad imparare la difficile lingua Thai, venne mandata a Bang Nok Khwaek come infermiera e assistente delle formande della nascente Congregazione diocesana delle Ancelle del Cuore Immacolato di Maria, fondata dal Vescovo salesiano Mons. Gaetano Pasotti. Nel 1951-1952 fu per un anno assistente delle aspiranti a Ban Pong. Ritornò poi a Bang Nok Khwaek in qualità di maestra delle novizie della Congregazione autoctona per quattro anni. 

Dal 1956 al 1960 fu direttrice della comunità “Sacro Cuore” di Bang Pong. Trasferita a Bangkok, per 10 anni fu animatrice della nuova sede ispettoriale con l'annesso pensionato “Auxilium” per studenti. Vi rimase poi come Vicaria della casa e dell’Ispettoria fino al 1972. Quell’anno si aprì il Noviziato a Hua Mak Bangkok e lei venne nominata maestra delle novizie e direttrice, compiti che esercitò per 13 anni. Dal 1983 al 1985 fu anche Vicaria ispettoriale. Nel 1985 venne nominata Ispettrice, ruolo che svolse con saggezza ed intraprendenza. Terminato il sessennio, rimase un anno in Casa ispettoriale per la cura degli occhi e un altro anno a Udon Thani come consigliera e responsabile delle pre-aspiranti. I cinque anni successivi li trascorse a Ban Pong come vicaria e infermiera. Con i medesimi incarichi, passò poi a Sam Phran “Maria Ausiliatrice” per altri cinque anni. Dal 2003, eccetto un anno a Sam Phran, rimase in Casa ispettoriale a Bangkok. Arrivata in missione col diploma di infermiera, ebbe sempre modo di esercitare questo servizio con competenza e senso di responsabilità. E negli ultimi vent’anni, era diventato il suo incarico specifico a livello ispettoriale. 

Suor Esterina era di carattere energico, intuitivo, amante del bello e della precisione. Aveva un forte senso d’appartenenza all’Istituto e lo trasmetteva alle giovani in formazione e alle consorelle. Fino a oltre 95 anni era ancora in pieno vigore di forze fisiche e intellettuali. Nel 2017, in seguito ad una caduta, dovette fare uso della carrozzella per gli spostamenti. Questo dover dipendere dagli altri le costava molto, ma ha sempre saputo accettare la volontà di Dio, contenta di potere ancora partecipare in tutto alla vita della comunità. Riempiva le sue giornate di preghiera e di piccoli lavoretti a maglia; godeva nel regalare belle sciarpette alla direttrice nella festa della riconoscenza. 

Il 19 agosto 2020 è stata ricoverata all’ospedale per febbre e tosse persistente. Il medico, dopo un’accurata visita e gli esami necessari, le ha riscontrato un cancro ormai diffuso in tutto il corpo. Il giorno 21 il sacerdote le ha amministrato il Sacramento degli Infermi che ha ricevuto con consapevolezza e viva partecipazione, attorniata dalle direttrici della Casa ispettoriale e della comunità di Hua Mak, da otto consorelle e due laiche. Nei giorni seguenti è andata spegnedosi lentamente fino alla sera del 24 agosto, quando Maria Ausiliatrice è venuta a prendere la sua amata figlia per presentarla al Padre. Fino alla fine è stata ammirevole la sua serenità e la sua disponibilità al volere di Dio. Offriamo per lei i nostri suffragi e contiamo sulla sua preghiera di intercessione per ottenere buone vocazioni per la Chiesa, l’Istituto e l’Ispettoria. 

L’Ispettrice
Suor Agnese Nipha Rangabpit

Suor Maria PÁCOR

Carissime sorelle, domenica 23 agosto 2020, dalla casa “S. Maria di Nazareth” di Arteaga, Coah. (Messico), il Signore della Vita è venuto per dare la ricompensa eterna alla nostra amata missionaria Suor Maria PÁCOR.

Nata a Ronchi dei Legionari (Trieste) il 6 giugno 1924 
Professa a Cornedo (Vicenza) il 6 agosto 1947 
Appartenente all’Ispettoria Messicana “Mater Ecclesiae” - Ciudad Guadalupe 

Era la sesta di dieci figli. Durante il difficile periodo della guerra, il padre emigrò negli Stati Uniti per sette anni e quando tornò dovette ricominciare, lavorando alacremente con tutta la famiglia. Suor Maria ricordava: «Nonostante la guerra, sono cresciuta in un clima di fede. La mamma, che partecipava quotidianamente alla Messa, mi ha educata ad un grande amore all'Eucaristia e al Sacro Cuore. Nel 1945 il fratello maggiore è stato portato in un campo di concentramento e non abbiamo più avuto sue notizie. La guerra mi ha fatto sentire dentro una certa ribellione ma, allo stesso tempo, il bisogno di aiutare gli altri: non capivo perché dovessero uccidersi». 
A 20 anni il parroco la invitò a partecipare agli Esercizi Spirituali e iniziò a riflettere sulla possibilità di diventare "suora". Quando il parroco le presentò le FMA dicendole che, oltre alle scuole, si dedicavano alle missioni in altri Paesi e ai dispensari medici, si informò sui documenti necessari per entrare. A Conegliano Veneto trascorse l’Aspirantato e il Postulato. Per il Noviziato passò a Cornedo, dove emise i voti il 6 agosto 1947. I primi tre anni lavorò a Gorizia, collaborando nella lavanderia e nel guardaroba dei Salesiani. E lì che le giunse l’attesa risposta alla sua ripetuta richiesta di essere missionaria. Dopo un anno di preparazione a Torino, le fu concessa la grazia di partecipare alla canonizzazione di Madre Mazzarello e, pochi giorni dopo, il 13 luglio 1951, fu inviata in Messico con suor Carmelina Balzano. Arrivarono a Ciudad de México a metà agosto. 
Raccontava: «C'erano tutte le direttrici del Messico, allora Ispettoria unica. Sono rimasta lì per imparare la lingua, perché non sapevo nulla di nulla. Poco dopo, sono stata mandata a Morelia, assistente delle aspiranti». Suor Maria passò poi a Guadalajara Chapalita, nella comunità a servizio dei Salesiani, collaborando in guardaroba. In questa comunità nel 1959 fu nominata direttrice, servizio che continuò poi a Chipilo, Puebla e Coacalco dove rimase un anno. Finalmente nel 1968 poté andare in terra di missione, ad Ayutla, dove fu direttrice per due anni. Trasferita nel 1970 nella nuova realtà di Totontepec, iniziò subito ad occuparsi delle persone ammalate come infermiera e venne poi nominata direttrice. Concluso il triennio, fu ancora animatrice della comunità di Ayutla per sei anni. Dopo due anni a Saltillo, tornò alla sua amata Totontepec dove lavorò per 14 anni consecutivi, con una forza e un'energia impressionanti, tutta dedita alla gente. 
Una sorella ricorda: "Quante cose belle possiamo raccontare di questa grande missionaria che ha svolto un servizio veramente eroico tra gli ammalati della Prelatura! Ricordo che, in occasione della benedizione della ristrutturazione della chiesa di Totontepec, le era stato chiesto di mandare a casa i malati, in quanto provenienti da paesi lontani. Ma lei trovò un alloggio per ciascuno presso le famiglie della città e portava loro da mangiare tre volte al giorno. Nelle numerose foto dei festeggiamenti, lei non appare in nessuna, ma nel cuore di Dio e nei cuori di chi l'aveva vista, ci sono foto belle e indelebili". Per 13 anni condivise poi la sua vita con le adolescenti dei due internati indigeni: Matagallinas e Rio Manso. Fu insegnante di tessitura e taglio, sacrestana e, soprattutto, sempre attiva nei dispensari medici. Dovunque trasmetteva il suo amore per Gesù e per Maria Ausiliatrice. Le giovani erano sorprese nel constatare la sua energia e la sua ricca esperienza, espressa anche nei molti aneddoti. Nel 2009 tornò nuovamente a Totontepec, lavorando ancora nel dispensario e collaborando in comunità, per sette anni. 
Nel marzo 2016, dopo gli Esercizi Spirituali, rimase nella casa di riposo "Maria di Nazareth", anche se con molta fatica, perché avrebbe voluto tornare tra i Mixes. Seguì un tempo di sofferenza, anche per la perdita dell'udito e per le difficoltà di movimento. Ma a poco a poco accettò la situazione con serenità e pace, offrendo il sacrificio della sua vita in modo nuovo, avendo comunque sempre nel cuore la missione tra i Mixes. In questi ultimi giorni soffrì a causa di una grave polmonite che le rendeva molto faticosa la respirazione. Circondata dall'amore e dalla gratitudine delle sorelle per la sua vita totalmente spesa a favore di tanti fratelli Mixes, nella notte del 23 agosto è andata serenamente ad incontrare il Signore che tanto aveva amato. Nei giorni scorsi aveva festeggiato il 69° compleanno come missionaria e il 73° compleanno come felice FMA. 
Suor Maria aveva un carattere forte e deciso. Era una donna appassionata della missione, capace di fare meraviglie con il poco che aveva. Tutto era sempre per i "suoi" cari ammalati. Intraprendente e sacrificata, con il cuore di una madre ha contribuito ad arricchire il mondo di nuove vite: incoraggiava le mamme al momento della nascita e condivideva la gioia della nuova vita. Nei 36 anni di missione a Oaxaca, ha dato tutta se stessa affinché la gente semplice potesse avere una vita dignitosa. Diceva: «La missione ci fa fare un po’ di tutto, non ci dà tempo per riposare; ci coinvolge al punto che non c'è tempo neanche per dormire. La cosa più importante è portare alla gente la Parola di Dio perché conosca Gesù. Nei viaggi attraverso le montagne del popolo mixe, c'erano pericoli di ogni tipo: serpenti, tigri, fiumi in piena, frane, ma tutto è stato superato con l'aiuto di Dio» 
Molto significative le parole di Madre Yvonne all’annuncio della sua morte: "Con la sua testimonianza di vita ben integrata nella sua realtà e soprattutto nella cultura mixe che tanto amava, ha scritto pagine indelebili di storia viva che rimarranno un bell'esempio per tutto l'Istituto e per ognuna di voi". E così sia. 

L'Ispettrice 
Suor Leonor Salazar

Un'icona biblica: Tessitori di Fraternità. L'episodio del cieco di Gerico (D. Nicola Agnoli)

Assisi 2020 - Suor Alessandra Smerilli

 

Assisi 2020 - Giuseppina de Simone

 

17 agosto 2020

Suor Corazon JACA

Carissime sorelle, il 12 agosto 2020, primo giorno del triduo per la solennità di Maria Assunta in cielo, dalla casa “B. Laura Vicuña” di Quezon City (Filippine), la nostra Madre celeste è venuta a prendere per condurla all’ultima dimora la nostra carissima missionaria Suor Corazon JACA.                                                        

Nata a Cotabato City (Filippine) il 30 aprile 1956 
 Professa a Canlubang, Laguna (Filippine) il 24 maggio 1983 
 Appartenente all’Ispettoria Filippina “S. Maria D. Mazzarello” – Manila

Suor Corazon era la quarta di dieci figli. Il papà, ispettore dell’Ufficio dei terreni, ha trasmesso loro i valori dell’operosità, dell’onestà e della dignità. Da giovane Corazon era assidua all'oratorio salesiano di Cebu, dove era anche catechista. Frequentò poi il corso propedeutico di Medicina e nel 1978 iniziò l’Aspirantato. Visse la formazione iniziale a Canlubang. Era considerata un “tuttofare”, perché creativa, intraprendente e con senso pratico. Metteva a servizio di tutti le sue energie e doti; era la regina degli scherzi e delle barzellette. Sempre pronta a dare una mano, condivideva le sue conoscenze e abilità senza riserve. Anche quando le facevano perdere la pazienza, era pronta a perdonare e a dimenticare.
Ammessa al Postulato il 24 luglio 1980 e al Noviziato il 24 maggio 1981, suor Corazon emise i voti religiosi il 24 maggio 1983. Inizialmente fu a Manila Tondo dove per due anni espresse le sue doti musicali e lavorò per l’animazione giovanile e la formazione dei catechisti della parrocchia. Dopo un anno a Cebu City, tornò a Tondo. Nel 1989 riprese a dedicarsi alla pastorale parrocchiale a Cebu City, ma l’anno dopo fu mandata a Roma per poter realizzare il suo sogno missionario.
Nell’ottobre del 1990 partì per l‘Etiopia, diventata la sua seconda patria per quasi 20 anni. I primi tre anni li visse ad Addis Abeba. Dopo un anno a Zway come insegnante, trascorse qualche mese a Dilla, cominciando a lavorare nell’ambulatorio. Nel 1995 rientrò nelle Filippine, a Cebu, per completare gli studi di medicina. Nel 2003 tornò in Etiopia, a Dilla, dove svolse l’attività di medico per ben 13 anni. Purtroppo nel 2016 dovette tornare di nuovo nelle Filippine per cure mediche: aveva cominciato a sperimentare l’esaurimento fisico, con dolori alle ossa. Verso la fine del 2017 tornò in Etiopia, perché doveva rinnovare il permesso di lavoro. Ma verso la fine del 2018 fu riaccompagnata nelle Filippine per ulteriori cure.
Quando le fu diagnosticato un cancro al quarto stadio, suor Corazon si aggrappò a tutte le risorse della fede e della scienza, nella speranza di poter guarire. A metà maggio di quest’anno, la situazione ha cominciato ad aggravarsi. Spesso alzava le braccia e invocava: “Mamma! Mamma!”. Diceva di vedere la Madonna e dei bellissimi fiori. Si è spenta serenamente, accompagnata dal fratello e da altri parenti.
C'è una parola che può esprimere l'essenza del cuore di suor Corazon: "missionaria". Era missionaria fino in fondo, da quando aveva sognato di diventare FMA! Con questa unica finalità aveva frequentato diversi corsi, sempre in funzione dell'apostolato. Ha abbracciato l'Etiopia e la sua gente, imparando la lingua amarica e cercando di inculturare il Vangelo. Ha anche abbracciato tutto quello che la vita missionaria comportava: le comunità missionarie internazionali, il clima, i costumi e i cibi diversi. Ha dovuto sopportare pure l'opposizione dei medici locali che perdevano i loro pazienti per “la Dottoressa", come la chiamavano.
Nella sua donazione di medico-missionaria, ha espresso un amore speciale per i più poveri e sofferenti. Con le sue conoscenze di tecnologia degli ultrasuoni e di medicina naturale, ha insegnato ai poveri ad utilizzare le medicine locali per guarire. Una delle sue compagne missionarie in Etiopia testimonia che amava condividere l'articolo 7 delle Costituzioni: “Come la prima comunità di Mornese, siamo chiamate ad esprimere quella carità paziente che tutto scusa, di tutti ha fiducia, tutto sopporta e non perde mai la speranza”.
Suor Corazon ha certamente vissuto questa “carità paziente” verso tutti anche fino a notte tarda, spesso saltando i pasti. Non solo dispensava medicine ed eseguiva interventi chirurgici, ma dispensava speranza e coraggio, compiendo miracoli di vita! Amava la comunità e cercava di essere sempre a servizio di tutte, come pure in parrocchia tra i giovani. Tutta questa intensa capacità di amare e di donarsi poteva scaturire solo dalla preghiera e dall’amore a Gesù. Aveva anche una grande devozione alla Madonna, alla Beata Maria Romero e a Padre Pio. Una missionaria dice di lei: “Ogni volta che la incontravo, respiravo pace e dedizione silenziosa. Era una persona che costruiva la gloria di Dio e non la propria”.
Oltre alle suore della Visitatoria “Etiopia-Sudan-Sud Sudan” e dell’Ispettoria delle Filippine, soffrono per la sua dipartita anche le donne ed i giovani che ha servito. Insieme ad un'ex volontaria in Etiopia, preghiamo: “Possa la sua vita dedicata ai più deboli, diventare un inno di lode e di ringraziamento a Dio per la grazia di averla conosciuta e per la sua benefica presenza in un mondo carico di povertà e sofferenza”.                                                                                                                                  

L’Ispettrice
Suor Mabel Pilar

Novena alla Beata Suor Maria Troncatti

 

14 agosto 2020

Un ultimo saluto alla carissima Lidia Pitau

 

Suor María del Pilar LETÓN

Carissime sorelle, il 7 agosto 2020, due giorni dopo la celebrazione del suo 75° anniversario di professione religiosa, con la serenità dei giusti riflessa nel suo volto, dalla casa “S. José” di Caracas Altamira (Venezuela) è partita per la Casa del Padre la nostra carissima Suor María del Pilar LETÓN.

Nata a Larache, Marruecos (Spagna) il 14 novembre 1922 
Professa a Madrid (Spagna) il 5 agosto 1945 
Appartenente all’Ispettoria Venezuelana “S. Giovanni Bosco” - Caracas 

Quando Pilar aveva quattro anni, i genitori, con le sei figlie, si trasferirono a Madrid. Pilar frequentò la Scuola “Divina Pastora” di Madrid dall'età di sette anni al terzo anno di liceo, quando i suoi sogni vennero infranti dallo scoppio della guerra civile in Spagna. Il clima antireligioso, le persecuzioni, le condanne a morte di sacerdoti e religiosi, la chiusura e la distruzione di chiese e conventi, i continui bombardamenti, la recessione economica erano il pane quotidiano. Quando la guerra finì nell'aprile del 1939, Pilar aveva 16 anni. Fu per lei una grande gioia partecipare nuovamente all'Eucaristia, iscriversi all'Azione cattolica e unirsi al gruppo delle Figlie di Maria. 
Quando si rese conto che Dio la chiamava, cercò un direttore spirituale. E Dio aveva già preparato per lei un sacerdote salesiano che le diede da leggere una biografia di don Bosco. Pilar si innamorò di questo Santo ed espresse il desiderio di essere FMA. Aveva circa 20 anni quando chiese di entrare nell'Istituto a Salamanca. Il 31 gennaio 1943 venne ammessa al Postulato. Visse poi il Noviziato a Madrid dove il 5 agosto 1945 emise i primi voti. 
L’ardore missionario molto vivo nel suo giovane cuore la portò in Venezuela a 25 anni di età. La sua prima comunità fu San Cristóbal, dove continuò ad essere insegnante e assistente come era stata a Salamanca e Madrid. Per lei fu come imparare una nuova lingua per il modo particolare di parlare lo spagnolo. Mentre studiava biologia e chimica presso l’Università di Caracas, continuò la missione educativa nell'Opera “Buen Consejo” e nella Casa “San José” di Caracas. Da lì nel 1954 passò a Barquisimeto dove fu vicaria ed insegnante. 
A Los Teques fu vicaria e assistente generale delle interne. Nel 1964 tornò a Caracas, questa volta come Vicaria ispettoriale, direttrice e insegnante. Mentre era Vicaria ispettoriale, l’Ispettrice suor Maria Marchesotti morì improvvisamente. E suor Pilar dovette assumere tutto ciò che questo evento inaspettato comportava, manifestandosi per ciò che era veramente: un “pilastro” fermo e sicuro, come dice il suo nome. Dio la stava preparando a ciò che avrebbe poi affrontato con la morte di Madre Rosetta Marchese. 
Nel 1969 venne chiamata ad un’altra missione, questa volta lontana dal suo amato Venezuela e con responsabilità di governo come Ispettrice in America Centrale e poi, senza nessuna pausa, nell’Ispettoria “N. S. della Neve” a Bogotá (Colombia). Le sorelle ricordano che con il suo tratto cordiale e la sua bontà, conquistò il cuore di tutte. E la sua squisita capacità di stabilire rapporti di amicizia e di fraternità le fece guadagnare l'affetto non solo delle sorelle di quel tempo, ma anche di quelle delle generazioni successive: un pilastro di autentico spirito salesiano! Mentre si trovava in America Centrale, fu Ispettrice di suor Maria Romero, ora Beata. Da donna saggia, intuì che il lavoro svolto da questa FMA tra le giovani più povere aveva un sapore di santità. Le diede tutto il suo appoggio e la costrinse persino a farsi fotografare, perché vedeva in lei una FMA chiamata ad essere una luce nell’Istituto: era una santa che riconosceva un’altra santa! Nel 1991 fu la 43ª testimone al Processo di beatificazione e ne sottolineò l'ammirevole obbedienza e l’accettazione dei suoi suggerimenti, anche se dolorosi. E fino alla fine, madre Pilar ha continuato ad essere una grande propagatrice della devozione a suor Maria Romero. La sua testimonianza aveva l’efficacia di chi non solo ha ascoltato, ma ha toccato con mano l'opera di Dio in questa sua figlia fedele e solidale con i poveri. 
Nel 1975 nel Capitolo generale XVI fu eletta Consigliera Generale Visitatrice e vennero infrante le sue speranze di tornare in Venezuela. Durante il sessennio visitò le tre Ispettorie dell’Argentina, quella dell’Italia Meridionale, la Bolivia, il Perù, la Colombia (Bogotá “N. S. della Neve” e Medellín “Maria Ausiliatrice”) e il Venezuela. Nel Capitolo successivo (1981) fu eletta Vicaria generale dell'Istituto. Alla Madre generale madre Rosetta Marchese, un mese dopo l'inizio del suo mandato le fu diagnosticata la leucemia. Madre Pilar seguì tutto il processo della sua malattia, standole vicina durante i quasi due anni di cure in cui la Madre alternava i ricoveri al Policlinico “Agostino Gemelli” al governo dell'Istituto dalla Casa Generalizia, presiedendo le riunioni del Consiglio Generale, sempre sostenuta dal suo “pilastro”: Madre Pilar come Vicaria saggia, discreta e lungimirante. 
Alla morte di Madre Rosetta, toccò a lei convocare il XVIII Capitolo generale nel corso del quale venne eletta Madre generale madre Marinella Castagno e lei fu rieletta Vicaria generale. Raggiunse tanti luoghi dell’Istituto, dove il suo ardore missionario favorì un rinnovato slancio e vitalità carismatica. Presiedette le riunioni delle direttrici della regione Caraibi-Pacifico; tenne incontri con le sorelle delle sei nazioni che componevano l’Ispettoria Centro-americana, corsi di formazione permanente per le sorelle dell’Ispettoria Portoghese. Si recò in Venezuela, Colombia ed Ecuador per vari incontri formativi. Animò gli Esercizi spirituali delle sorelle dell’Ispettoria Spagnola “Santa Teresa”. Ad Hong Kong presiedette le riunioni delle direttrici delle Ispettorie della Cina e delle Filippine, a Yamanaka quelle del Giappone, Thailandia e Corea. Raggiunse anche le sorelle del Medio Oriente, della Polonia, dell’Austria e di altre Nazioni in cui si tenevano riunioni di Cooperatori Salesiani e altri gruppi della Famiglia Salesiana. 
Dopo tanti anni, avrebbe potuto tornare nella sua patria o in un Paese dove aveva svolto il servizio di animazione e dove era amata, ammirata e attesa. Per le sorelle dell’Ispettoria Venezuelana, nel 1990, fu una piacevole sorpresa la scelta di madre Pilar di tornare al Paese del suo primo amore missionario, dove aveva vissuto il carisma con la gioventù venezuelana. 
Dio ce l'aveva data nei suoi primi 21 anni di vita religiosa e ce l'ha ridata nella sua piena maturità per altri 29 anni. Madre Pilar non perse mai la sua scintilla festosa e intelligente. La sua saggia maternità divenne umile servizio nella casa di Ritiro “Santa María Mazzarello” di Los Teques, dove è stata direttrice per tre anni e durante i sei anni in cui visse nel Collegio “Maria Ausiliatrice” di Barquisimeto come vicaria. In seguito fu responsabile della formazione salesiana delle novizie, aspiranti e postulanti a Caracas Altamira. Dal 2006 si trovava a Villa “San José”, dove tutte abbiamo potuto vedere come un’esistenza coronata da frutti rigogliosi sa affrontare anche la fase del declino in prospettiva pasquale. 
L’anno scorso una caduta le ha provocato la frattura del femore. Non ha voluto sottoporsi all’operazione e diceva spesso: «Offro la mia sofferenza per la santità dell'Istituto e soprattutto della mia Ispettoria Venezuelana». Madre Pilar ha saputo trasformare il suo letto di dolore in una cattedra da cui ci ha insegnato che la pienezza della gioia è già possibile in questa vita quando Dio è al centro. Madre Pilar ha fatto sua la certezza che Dio solo basta e ci ha mostrato che a Dio non si dice mai basta. Con lei abbiamo imparato che il meglio di noi stessi è alla fine, per quanto doloroso possa essere. 
Ora che gode della visione di Dio ed è accanto all'Ausiliatrice che tanto amava, le chiediamo di intercedere per l'Istituto al quale si è dedicata con tanta passione e amore, e per questo nostro Paese dove ha vissuto la sua vocazione missionaria nella sua ardente giovinezza e nella stagione della maturità. 

L’Ispettrice 
Suor Maria Eugenia Ramos Rangel

10 agosto 2020

Dall'Ispettoria "San Giuseppe" (SEC) - Stati Uniti e Canada

 

Dal Bollettino dell'Ispettoria "San Francesco Zaverio" - Argentina Bahia Blanca


Conversatorio por los 140 años de Carmen de Patagones: en estos tiempos de Conversatorios virtuales, queremos ofrecer este espacio con motivo de la celebración de los 140 años de fundación de nuestra primera Casa de nuestra Inspectoría. Para ello, han sido convocados consagrados y laicos, que presentarán sus ponencias y testimonios. Creemos que es una posibilidad de renovar nuestra pasión misionera y una invitación a recrearla en el hoy de nuestras Comunidades Educativas. Este espacio se publicitará pronto, y será transmitido en vivo y abiertamente el 24 de agosto de 18 a 19,30 h, desde You Tube del Boletín Salesiano (www.youtube.com/c/boletinsalesiano). 

MISIONES

Encuentro Virtual de Comunidades Misioneras: la Hna. Silvia Dupont junto a un equipo de Hnas, está proyectado un segundo encuentro, para encauzar las propuestas formativas y de acompañamiento, pedidas por cada una de estas casas, en el último encuentro compartido con el Consejo Inspectorial.