31 dicembre 2021

Suor Elisabetta Anna CAZZOLA


Carissime sorelle, il giorno 26 dicembre 2021, dalla casa “Beata María Troncatti” di Quito Cumbayá (Ecuador), il Signore ha chiamato a Sé la nostra carissima Suor Elisabetta Anna CAZZOLA.

 

Nata a Valdagno (Vicenza) il 19 dicembre 1935

Professa a Contra di Missaglia (Como) il 6 agosto 1959
Appartenente all’Ispettoria Ecuadoriana “Sacro Cuore” - Quito

I primi anni dell’infanzia di Elisa – come era chiamata - furono segnati dalla testimonianza di vita cristiana dei suoi genitori, Giovanni e Maria. La sua vocazione alla vita religiosa nacque grazie agli insegnamenti e la cura di sua madre che ogni giorno motivava i figli a partecipare con fervore all’Eucaristia e ripeteva costantemente: "Una mano a Gesù e l'altra a Maria". Nell'oratorio, a contatto con le Figlie di Maria Ausiliatrice, la sua vocazione si fece chiara e maturò fino a prendere la decisione di essere religiosa. Nonostante le resistenze della famiglia, sentiva sempre più forte l'invito di Dio a lasciare tutto e a seguirlo.

Entrò in Aspirantato a Triuggio, in Lombardia, nel 1955. Di questo periodo ricordava la visita di monsignor Domenico Comín, missionario salesiano, che, con tanto entusiasmo, parlò della necessità della presenza salesiana nell'Amazzonia ecuatoriana. Questo appello, lasciò in Elisa tracce profonde e l'aiutò a scoprire la sua vocazione di missionaria ad gentes. Visse il Postulato a Milano e nell'agosto del 1957 cominciò il Noviziato a Contra di Missaglia. Emessa la prima Professione il 6 agosto 1959, fu inviata a Torino nella Casa “Madre Mazzarello” dove studiò e si preparò alla missione. Il 23 ottobre 1960 arrivò in Ecuador, con appena due anni di esperienza come Figlia di Maria Ausiliatrice.

Il suo ideale era lavorare con il popolo Shuar, ma madre Melchiorina Biancardi, allora Consigliera generale Visitatrice, le disse che la migliore missione è l'obbedienza. Di fatto, lavorò con dedizione e responsabilità in varie case dell’Ispettoria. I primi due anni rimase a Quito Cumbayá come assistente delle novizie. Dopo un anno a Quito “María Auxiliadora” come studente e assistente, nel 1963 ritornò nella comunità del Noviziato ancora come assistente per un anno. Dal 1964 al 1966 fu insegnante di Matematica e Fisica nella comunità “María Ausiliatrice” di Riobamba, missione che, dal 1966 al 1970, continuò nella comunità “María Ausiliatrice” di Guayaquil. Dal 1970 al 1980 fu Maestra delle Novizie a Quito Cumbayá. Svolse poi il servizio di animatrice nelle comunità di “San Juan Pablo II” di Guaranda (1981-‘85), Riobamba “María Auxiliadora”(1983-‘85) e Quito “Sr. Teresa Valsé” (1985-‘91.

Nel 1991 rientrò in Italia per prendersi cura della mamma ammalata. Dopo il ritorno in Ecuador nel 1993, fu inviata ad Amaguaña “Laura Vicuña”, dove prestò servizio come educatrice delle ragazze a rischio fino al 2007, anno in cui venne nominata animatrice della comunità “María Auxiliadora” di Guasmo Guayaquil. Dal 2014 al 2020 fu assistente nella comunità “Sagrado Corazón de María” di Cuenca. Dal 7 agosto 2020 faceva parte della comunità “Beata María Troncatti”" di Quito Cumbayá dove, nonostante l'età e la sempre più precaria situazione di salute, ha continuato ad esprimere ottimismo e vivacità.

Nel corso della sua vita come FMA, suor Elisa si è distinta per la capacità di promuovere esperienze comunitarie caratterizzate da una comunicazione positiva, gioiosa e costruttiva, con ideali chiari e alla luce del Vangelo. Diceva che le migliori esperienze della sua vita le aveva vissute con i poveri, gli indigeni e le ragazze e adolescenti a rischio, con le quali sentiva di realizzare pienamente la sua vocazione missionaria salesiana. Durante tutta la sua vita ha potuto godere dell'accompagnamento spirituale delle Superiore e dei Confratelli Salesiani. La chiave della sua spiritualità era fare tutto il possibile per vivere nei suoi due grandi amori: Gesù Eucaristia e Maria Ausiliatrice. Comunicava quotidianamente con loro attraverso giaculatorie e dedicando vari momenti della giornata alla preghiera e alla contemplazione in cappella.

Le consorelle che hanno vissuto con lei affermano che è sempre stata una religiosa dedita alla missione che l'Istituto le aveva affidato, abbandonata alla divina Provvidenza che non le ha mai fatto mancare nulla. Era molto esigente con se stessa e con gli altri, retta, buona e semplice, allegra ed entusiasta, discreta e prudente, materna e rispettosa, entusiasta di trasmettere, soprattutto alle novizie, lo spirito di don Bosco e madre Mazzarello. Donna di silenzio, di preghiera e di fervore, era convinta che la sua forza veniva solo da Gesù. Una sua novizia ricorda che suor Elisa aveva una grande devozione a san Giuseppe che considerava patrono della vita spirituale, e al quale ripeteva costantemente questa preghiera: «San Giuseppe, modello di vita interiore, insegnaci a pregare, a lavorare, soffrire e tacere”. Con questo incoraggiava le novizie ad essere donne laboriose, di preghiera e sacrificio.

Cara suor Elisa, grazie per la tua fedeltà alla chiamata di Dio, per la tua dedizione alle consorelle, alle ragazze e a tanti poveri incontrati nei 62 anni di vita religiosa salesiana. Grazie per la tua dedizione missionaria nella nostra Ispettoria che hai amato, nella salute e nella malattia. Ringraziamo Dio per tutto quello che ci ha donato attraverso di te. Ora, che già godi la vita in pienezza insieme a Gesù e a Maria Ausiliatrice, ottienici la grazia della fedeltà gioiosa e numerose vocazioni per l’Ispettoria e per l'Istituto.

 L’Ispettrice
Suor Cruz María Piña