25 maggio 2021

Piattaforma di Iniziative LAUDATO SI' (in 9 lingue)

 

Chiusura dell'Anno speciale nel quinto anniversario della Laudato si'

 

Piattaforma Laudato si', il Papa: che mondo vogliamo lasciare ai nostri bambini?

 

Videomessaggio del Papa per il lancio della Piattaforma Laudato si'

Nel videomessaggio Francesco indica la via di una "ecologia umana integrale". "Abbiamo una grande responsabilità, specialmente nei confronti delle future generazioni. Che mondo vogliamo lasciare ai nostri bambini e ai nostri giovani? Il nostro egoismo, la nostra indifferenza e i nostri stili irresponsabili stanno minacciando il futuro dei nostri ragazzi! Rinnovo allora il mio appello: prendiamoci cura della nostra madre Terra, vinciamo la tentazione dell’egoismo".

Suor Aztrid Yolanda SILVA PAVÓN

Carissime sorelle, la mattina di giovedì 20 maggio 2021, dall'Ospedale municipale di Bahía Blanca (Argentina), il Signore della Vita ha chiamato a partecipare alla sua gloriosa Pasqua eterna, la nostra cara Suor Aztrid Yolanda SILVA PAVÓN.

Nata a Perucho, Pichincha (Ecuador) il 22 giugno 1943
Professa a Quito (Ecuador) il 5 agosto 1967
Appartenente all’Ispettoria Argentina “S. Francesco Saverio” - Bahía Blanca

Suor Yolanda, come l'abbiamo sempre chiamata, crebbe in una famiglia di sette fratelli e sorelle con il padre Alejandro e la madre María de la Cruz Pavón; una famiglia profondamente cristiana, fortemente unita dall'amore e dalla fede. Lei stessa scrisse: «La mia vocazione è nata nel Collegio “María Auxiliadora” di Quito. I miei anni di formazione sono trascorsi felici, con entusiasmo. Conoscere l'Istituto, conoscere me stessa, crescere nella mia vocazione furono i miei impegni». Entrò in Aspirantato nel 1963 e il 31 gennaio 1965 cominciò a Quito il Postulato. Il 5 agosto dello stesso anno fu ammessa al Noviziato a Quito dove, il 5 agosto 1967, celebrò la professione religiosa. Visse la tappa dello Juniorato a Bogotá (Colombia) nel 1967-1968.

Dal 1968 al 1978 si donò con passione alla missione educativa nel Collegio “María Auxiliadora” di Quito, acquisendo il titolo di insegnante di Scuola Media con specializzazione in Scienze Sociali. Lavorò come insegnante, assistente e animatrice di gruppi giovanili e dell’oratorio sentendo, come lei stessa diceva, «un forte amore per i giovani e una grande gioia di stare con loro». Nei Collegi “Madre Mazzarello” di Quito (1978-1983), “María Auxiliadora” di Cuenca (1983-1984) e “María Auxiliadora” di Guayaquil (1984-1988), continuò a donare il meglio di sé come insegnante e consigliera scolastica. In quegli anni ottenne la Laurea in Scienze dell’Educazione, con specializzazione in Biologia, alla Pontificia Università Cattolica di Quito (1981).

Nel 1988 venne nominata direttrice della comunità e preside del Collegio “María Auxiliadora “di Cuenca. Concluso il sessennio, passò al Collegio “Cardenal Spellman” di Quito come direttrice della comunità “Suor Teresa Valsé”. Nel frattempo, conseguì il Dottorato in Scienze dell'Educazione con specializzazione in Ricerca e Progettazione Educativa, presso l'Università Tecnica di Ambato (2000). Fu per un anno preside dell'Unità Educativa di Guayaquil, e nel 2001 arrivò nella nostra Ispettoria di Bahía Blanca. Con dedizione incondizionata, condivise i suoi doni di competenza, organizzazione e ardore catechistico nel Collegio “María Auxiliadora” di Comodoro Rivadavia come insegnante di Teologia nell’“Istituto Superiore di Formazione Docente" (2001-2005). Era anche rappresentante legale del Collegio, coordinatrice della Pastorale e delegata delle Exallieve (2005-2008).

Dopo due anni nel Collegio “María Auxiliadora” a General Roca come coordinatrice della Pastorale, incaricata dei gruppi giovanili e delegata delle Exallieve, nel 2011 fu inviata a Junín de los Andes per collaborare nell'animazione del Centro di Spiritualità “Laura Vicuña” e per guidare i pellegrini nella visita al Santuario della Beata Laura Vicuña. Vi ha asciato "una scia luminosa testimoniando gioia, amorevolezza e ardore apostolico".      
Nel 2017 tornò a Comodoro Rivadavia e l’anno dopo fu nominata direttrice della comunità di Viedma, Casa di cura e di riposo per le FMA, servizio che svolse con amore fraterno e generosa dedizione fino al febbraio di quest'anno, quando le fu affidato il compito di animatrice della comunità “S. María D. Mazzarello” di Bahía Blanca. Vi giunse con gioia e con un forte desiderio di “vivere la Volontà di Dio”, donando ad ogni sorella la sua delicata attenzione fraterna. Qui il Signore della Vita ci ha sorpreso tutti portandola rapidamente alla Casa del Padre a causa del contagio Covid-19. La sua partenza ci fa soffrire profondamente, ma "adoriamo il mistero di Dio Amore che fa convergere tutto per il bene di chi lo ama".

Cara suor Yolanda, siamo in tanti che, in modi e tempi diversi, abbiamo potuto godere dei tuoi gesti fraterni e del tuo ardore apostolico. Raccogliamo solo alcune voci: “Grazie per il tuo amore e la tua dedizione”. “Grazie per la tua presenza allegra e vicina”. “Grazie per la tua testimonianza di gioia, slancio e delicatezza”. “Ringrazio per il dono di averti incontrata in un'esperienza unica come il viaggio a Mornese, un'esperienza di vita e di profondo incontro con il carisma e soprattutto per la fraternità che hai continuato a coltivare”. “Ci mancherai molto! Intercedi sempre per noi”. “Grazie per la tua vocazione vissuta con tanto amore”. "Ricorderemo con affetto la tua gentilezza, la tua gioia e i preziosi messaggi che ci donavi ogni giorno. Grazie per averci sempre avute presenti nelle tue preghiere”. “Soffro e piango per la tua partenza, ma mi conforta sapere che sei volata in Paradiso con una vita piena di amore missionario. Intercedi ora per noi”.

Insieme ringraziamo il Signore per il dono della nostra cara suor Yolanda e chiediamo che la sua vita offerta con amore sia feconda di nuove vocazioni per l’Istituto e per la Chiesa.             

L’Ispettrice
Suor Marta L. Riccioli

Suor Tullia Zorzi

Carissime sorelle, il 9 maggio 2021, dalla Casa “Maria Ausiliatrice” di Rosà (Vicenza), il Signore ha chiamato alla festa del Cielo, la nostra carissima Suor Tullia ZORZI.

Nata a Ziano di Fiemme (Trento) l’8 marzo 1930
Professa a Battaglia Terme (Padova) il 6 agosto 1954
Appartenente all’Ispettoria Triveneta “S. Maria Domenica Mazzarello” – Italia

Tullia nasce tra le montagne del Trentino: luogo di splendidi paesaggi e di pascoli verdeggianti, dove cresce, gioca, impara ad ammirare le bellezze della natura ed a riconoscervi la mano sapiente di Dio. Proviene da una famiglia numerosa: sono 13 i figli che il Signore dona a papà Giacomo e mamma Angelina. Alcuni, tuttavia, partiranno per il Cielo prima ancora di nascere o nella prima infanzia. È così che Tullia impara ad amare, ma anche a lasciar andare i suoi cari con le braccia aperte ed il cuore libero.

Vive l’infanzia tra i giochi con i fratelli, i piccoli servizi in casa e la scuola che raggiunge ogni giorno a piedi insieme ai coetanei. Le rimane nel cuore la testimonianza di una maestra laica: “Era una mamma per ciascuno di noi e si può dire che si servisse dello stesso metodo educativo di don Bosco. Sapeva prevenire e mai punire! Tante volte, durante la mia formazione religiosa, mi sono chiesta il segreto di quel suo metodo e con gioia ho dovuto ammettere che molte cose le avevo imparate da lei!”.

Fino a 18 anni frequenta l’oratorio delle FMA e poi, per due anni, si reca a Bolzano a servizio presso una famiglia. Anche questo tempo di distacco la aiuta a portare a compimento il desiderio che coltiva nel cuore: consacrarsi al Signore. Il 1° febbraio 1950 lascia la sua casa e si reca a Conegliano per iniziare il periodo di Aspirantato, mentre il 31 gennaio 1952 inizia il Postulato a Padova. Pochi mesi dopo, con sua grande sofferenza, il papà muore. Lei stessa annota: «Pur rimanendo vedova a 52 anni con sette figli da sfamare, la mamma non si perdette d’animo. Dovette raddoppiare le forze per far fronte al gran lavoro, per educarci alla fede viva, ad una solida pietà ed al santo timor di Dio». Chissà quante volte nel corso della sua vita il ricordo della fede forte della mamma la sostiene e incoraggia nel cammino!

Il 5 agosto 1952 viene ammessa al Noviziato ed il 6 agosto 1954 emette la sua prima professione a Battaglia Terme. Viene mandata subito a Torino per prepararsi alla missione e l’anno dopo parte per Marseille “San León”, in Francia: «Sono andata subito in cucina. La lingua l’ho imparata sul posto e sono passati anni prima di riuscire a parlarla, anche se avevo i libri in francese ed anche le Costituzioni. Le suore, però, mi volevano bene». Dopo un breve periodo di riposo a Briançon per riprendersi dalla tubercolosi, continua il suo servizio come cuoca nelle case di La Navarre, Nice “Clavier” e ancora a Briançon. Nel 1976 viene nominata direttrice a La Navarre, dove resta fino al 1978. Inizia, tuttavia, ad avere alcuni problemi di salute che la portano a Marseille “Accueil Pastré” per un periodo di riposo, fino alla diagnosi del morbo di Parkinson.

La sua famiglia, che l’ha sempre seguita con affetto nei suoi spostamenti in Francia, chiede che possa essere riavvicinata a casa e nel 1992 giunge a Rosà. Racconta: «Il 3 gennaio giunsi a Rosà, certa che questa era la volontà di Dio. Ora che sono malata e non posso più rendermi utile, amo molto pregare e mi aiuto con le preghiere che trovo, in particolare quelle al Cuore Immacolato di Maria. Cerco di offrire e fare bene la volontà di Dio”. Rimane a Rosà 19 anni: un tempo lungo di malattia in cui avrebbe potuto prevalere lo sconforto. Eppure, pur nel lento degenerare della malattia, sa testimoniare a chi la avvicina il suo grande amore alla vita, la fede in Maria, Madre e conforto nella fatica, il senso di gratitudine per la lunga e ricca esistenza che il Signore le ha donato. Colpiva per il sorriso largo e generoso con cui accoglieva chi la andava a trovare; insieme, sapeva far emergere anche il suo temperamento forte e deciso. Anche quando le parole si erano fatte più rade, i suoi occhi sapevano ben comunicare la gioia, la simpatia, come pure gli inevitabili momenti di tristezza o di fatica che a volte la attraversavano.

Grazie, suor Tullia, per la tua vita offerta nel lavoro operoso in cucina, come nella malattia. Siamo certe che, in tutto, hai saputo vedere la presenza amorevole di Dio che ti sosteneva e ti accompagnava e tutto è stato un luogo di crescita feconda del Bene. Ora che ci sorridi dal Cielo, prega per la tua famiglia, per la comunità che ti ha accompagnata nell’ultimo tratto di strada e per l’intero Istituto. Chiedi al Signore per noi il dono di giovani missionarie generose a lavorare nella messe del Suo Regno.

L’Ispettrice
Suor Palmira De Fortunati

12 maggio 2021

MASS OF CHRISTIAN BURIAL FOR SR. INEZ MOLANO, FMA

 

Life of Sr Inez Molano, FMA

 

Buona Festa di Santa Maria Domenica Mazzarello


 

Suor Inés MOLANO

Carissime sorelle, il 9 maggio 2021, dalla casa “San Giuseppe” di Haledon, New Jersey (Stati Uniti), il Signore ha chiamato alla pienezza della Vita la nostra cara sorella Suor Inés MOLANO.

Nata a Tuta, Bogotá (Colombia) il 26 maggio 1929
Professa a Usaquen (Colombia) il 5 agosto 1950
Appartenente all’Ispettoria Stati Uniti-Canada “San Giuseppe” - Haledon

La famiglia era costituita da due ragazzi e due ragazze, di cui Inés era la più piccola. Il papà Miguel era insegnante in una Scuola Secondaria e, in seguito, divenne il Sovraintendente del Sistema delle scuole pubbliche. Anche la mamma era un’insegnante nella scuola del paese. Sin dall’infanzia, Inés fu temprata dal dolore per la morte del papà quando aveva solo 31 anni. La morte di altri familiari fu una “palestra” dove la sofferenza contribuì a rafforzare in Inés una fede forte e una vita di preghiera più intensa. Nel 1947, essendosi la famiglia trasferita in un altro paese ed essendo lei già al terzo anno della Scuola Secondaria, cercò una scuola gestita da religiose.

Venne a sapere che a Bogotá c’era il Collegio “Maria Ausiliatrice” diretto dalle FMA. Inés vi si recò subito per un colloquio e le fu detto di andare nel laboratorio a farsi prendere le misure per l’uniforme della scuola. Ritornò a casa felice di essere stata accettata come interna e, preparata la valigia, volle ritornare al Collegio la sera stessa. Lo spirito di famiglia, la gioia, l’affetto e l’attenzione delle suore verso le giovani, conquistarono totalmente il cuore di Inés la quale, verso la fine dell’anno, chiese di essere accettata fra le aspiranti. Entrò nell’Istituto a Bogotà il 15 ottobre 1947. Il 31 gennaio 1948 fu ammessa al Postulato e il 5 agosto 1948 cominciò il Noviziato a Usaquen, dove emise i primi voti il 5 agosto 1950.

Fu per due anni maestra e assistente nel Collegio “Maria Auxiliadora” a Bogotá. Nel 1952, avendo fatto domanda missionaria, fu mandata a Torino nella casa “Madre Mazzarello” per un anno di preparazione alla missione. Venne destinata agli Stati Uniti dove arrivò il 25 marzo 1954. Qui cominciò un lungo periodo di insegnamento in varie scuole dell’Ispettoria: North Haledon, Tampa, Ybor,  New York. Nel 1971 fu nominata animatrice della comunità e preside della scuola “S. Michele” in Atlantic City. Concluso il triennio, continuò a svolgere questo ruolo per un biennio a Paterson “S. Antonio” e poi a New York fino al 1983.

Trasferita alla Scuola Secondaria “Maria Ausiliatrice” di North Haledon, fu insegnante ed economa. Dal 1984 al 1989 fu preside della scuola “S. Maria” a Paterson. Dopo un triennio come direttrice e preside a Elizabeth, suor Inés riprese l’insegnamento a Tampa “Maria Ausiliatrice” e a North Haledon.

Dal 1997 assunse varie responsabilità in diverse comunità: assistente, aiutante dell’oratorio, economa, catechista, bibliotecaria e addetta ai servizi comunitari. Nonostante gli anni che avanzavano, suor Inés continuò a dare con gioia e generosità tutto quello che poteva. Gesù Sacramentato e Maria Ausiliatrice furono sempre la fonte della sua forza e il rifugio ove trovava consolazione e pace. La sua fervorosa vita di preghiera comunitaria e personale la sostenne nelle molteplici difficoltà della vita.

Suor Inés visse tutta la vita religiosa salesiana ripetendo il suo generoso “Si” ogni giorno come Maria, donandosi con gioia, spirito di sacrificio e di fortezza che, a volte, rasentava l’eroismo. Nel 2015, in occasione del suo 65° di professione religiosa, scrisse: «La ricchezza delle esperienze vissute negli USA mi ha dato grande gioia. Ho sempre sentito il Signore presente ovunque l’obbedienza mi chiamasse. Maria Ausiliatrice è stata la mia costante guida e il mio modello. Il mio cuore è pieno di riconoscenza per le grazie ricevute durante i 65 anni di vita religiosa. Ho amato tutti, ma in particolare i bambini, i giovani e le loro famiglie».

Nel 2013, con la salute ormai precaria e avendo bisogno di cure, fu trasferita a Haledon, nella casa “S. Giuseppe” con le sorelle anziane e ammalate. Qui finché poté, si dedicò ai lavori comunitari che era ancora in grado di fare. Nel 2017 una seria malattia e l’avanzare dell’età le tolsero la parola e l’abilità di prendersi cura di se stessa. Costretta a letto, trascorreva le giornate in preghiera e gioiva quando le sorelle la visitavano.

La sera del 9 maggio si spense mentre le consorelle recitavano il S. Rosario. Si celebrava in quel giorno il compleanno di S. Maria Mazzarello e la festa della “Madre”. Siamo certe che Maria, Madre per eccellenza, avrà presentato Lei stessa questa sua figlia a Gesù, lo Sposo tanto amato, al quale aveva donato tutta se stessa irrevocabilmente.

L’Ispettrice
Suor Joanne Holloman

11 maggio 2021

Suor Clara GIGLIOLI

Carissime sorelle, la notte dell’8 maggio 2021, dal Policlinico “AFIA” di Lumbumbashi (Rep. Democratica del Congo), il Signore della Vita è venuto a chiamare, per coronarla con la gioia eterna, la nostra carissima Suor Clara GIGLIOLI.

Nata a Baiso (Reggio Emilia) il 16 maggio 1929
Professa a Lugagnano d’Arda (Piacenza) il 5 agosto 1955
Appartenente all’Ispettoria Africa Centrale “N. S. d’Africa” – Lubumbashi

Fin da piccola visse serena nel seno di una famiglia cristiana, impegnata a dare ai figli un’educazione coerente al Vangelo. Papà Benedetto e mamma Ester furono i pilastri che assicurarono ai loro due figli e quattro figlie la crescita nella fede. Lo prova il fatto che tutte quattro le figlie si consacrarono al Signore. Letizia fu suora francescana, Eugenia religiosa in un Istituto dedito ai sordomuti, Nella e Clara divennero entrambe FMA. Clara ricevette anche il dono della vocazione missionaria che in famiglia appoggiarono sempre con la preghiera e l’offerta di sacrifici per la fecondità del suo lavoro apostolico.

Suor Clara raccontava di aver partecipato alla Vestizione di Nella a Lugagnano solo per l’insistenza della mamma e di aver visto, durante la celebrazione, la statua di Maria Ausiliatrice animarsi. La Madonna scese vicina a lei e le disse: “Ti voglio qui”. Quando comunicò la decisione di farsi FMA, la mamma non fu molto contenta perché sperava che si sposasse, tanto più che era fidanzata. Ma poi accettò la sua scelta. E il Signore le donò la gioia, quando nel 1980 si ammalò, di averla accanto nell’ultimo mese della sua vita.

Ammessa al postulato a Bologna Corticella il 31 gennaio 1953, poco dopo passò a Lugagnano dove, il 5 agosto 1955, emise la professione. Venne subito inviata a Torino  Casa “Madre Mazzarello” come prezioso “dono” all’allora Superiora Generale madre Linda Lucotti. Suor Clara raccontava di aver avuto la gioia di assisterla, di averle chiesto se la lasciava partire per il Congo e di essere stata da lei rassicurata. Dopo due anni di servizio come aiuto-infermiera, il 30 agosto 1957 partì per il Belgio da dove s’imbarcò per il Congo, carica di entusiasmo e desiderosa di guadagnare al Signore tutti gli abitanti di questa terra assetata di Dio.

Arrivò a Kafubu, un grande villaggio dove le FMA erano presenti fin dal 1926. Per 12 anni fu assistente dell’internato e orfanotrofio: si prese cura di bambine/i da zero a cinque anni. Continuò poi per due anni questa missione a Sakania, con ragazze di Kakyelo e Kipushya. Dal 1972 al 1975 a Lubumbashi Ruaschi si dedicò a vari servizi comunitari. Per i tre anni successivi, fu nella casa “N. S. dei Poveri” a Lubumbashi come cuoca e disponibile per qualsiasi altro aiuto. Nel 1983 venne nominata direttrice della comunità “M. Mazzarello” di Mokambo, compito che, dopo due anni, continuò a Sakania fino al 1989. Da lì passò, ancora come direttrice, a Lubumbashi “S. Giuseppe”, casa a servizio dell’ospedale OCS (Office du Chemin de Fer nel Sud). Dal 1992 al 1994 a Lubumbashi furono le aspiranti a godere della sua attività formativa nello spirito dei Fondatori. Nel 1995-‘96 visse nella sede del Vescovo di Kasenga come presenza saggia, incaricata di vegliare sulla cucina e su altri servizi della casa. Dopo due anni a Lubumbashi “Laura Vicuña” come economa e assistente, le fu chiesto di animare ancora la comunità di Sakania. Concluso il sessennio, lavorò come aiutante economa nel Noviziato “S. Giuseppe” a Kafubu per un anno. Dal 2015 era a Lubumbashi “N. S. dei Poveri”, inizialmente per i servizi comunitari e poi, man mano che venivano meno le forze, a riposo.

In tutta la sua vita suor Clara fu accompagnata da una grande vitalità interiore che andò crescendo e che ben si può chiamare cammino di santità. Le suore, che l’hanno conosciuta dal suo arrivo in Congo, affermano che aveva un carattere dolce e fermo allo stesso tempo, proprio adatto all’educazione dei piccoli. Era un’anima di preghiera, molto devota di Maria Ausiliatrice. Generosa e sacrificata nel lavoro, non si lamentava e non faceva pesare le sue stanchezze. Come direttrice, ha manifestato un grande zelo apostolico. Malgrado l’intenso lavoro, trovava sempre il tempo per visitare i poveri, intrattenendosi con giovani e anziani, incoraggiandoli, interessandosi della loro vita e delle situazioni e promuovendo tutto ciò che poteva favorire l’evangelizzazione. Annunciava il messaggio evangelico con rispetto e con discrezione. Come animatrice di comunità si distinse per la bontà, il rispetto della persona, l’accoglienza materna e il sorriso.

Era saggiamente esperta anche nel coltivare le vocazioni. Quando identificava una giovane aperta alla chiamata del Signore, la seguiva da vicino e da lontano, l’accompagnava con la preghiera e con i suoi consigli anche riguardo al comportamento. Era un vero angelo che vegliava sulle vocazioni.

Da una settimana era stata ricoverata all’ospedale in terapia intensiva e due giorni fa pareva riprendersi. Ma il Signore, a quasi 92 anni di età e 66 di vita religiosa salesiana animata da passione missionaria, l’ha trovata pronta, con la lampada accesa. Ed è venuto a prenderla per donarle la gioia senza fine.

L’Ispettrice
Suor Marie-Dominique Mwema Mukato

8 maggio 2021

Suor Anna Maria CAVARZAN

Carissime sorelle, il 30 aprile 2021, dalla comunità di Rosà (Vicenza), il Signore ha introdotto nel Suo Regno di pace la nostra carissima Suor Anna Maria CAVARZAN.

Nata a Cornuda (Treviso) l’11 gennaio 1941
Professa a Battaglia Terme (Padova) il 6 agosto 1961
Appartenente all’Ispettoria Triveneta “S. Maria Domenica Mazzarello” - Italia

Quando Albina e Luigi, genitori di Anna Maria, si sposarono, mamma Albina chiese al Signore la grazia di tanti figli, che potessero allietare con la loro presenza la vita quotidiana. Nonostante la sua preoccupazione iniziale, fu esaudita con il dono di otto femmine e quattro maschi che si impegnarono ad educare ad una fede semplice e concreta, fatta di preghiera e di servizio quotidiano. Quando nacque Anna Maria, la settima, tutti riconobbero in lei, fin da piccola, un profondo desiderio di Dio. La ricordano, infatti, sempre dedita alla preghiera, tanto che l’hanno sempre considerata “la fonte di protezione” di tutta la famiglia Cavarzan. Simpaticamente, i fratelli ricordano che mamma Albina tante volte si impazientiva con lei, perché, così immersa nella preghiera, trascurava i piccoli lavori di casa che le venivano affidati.

Forse spinta dalla testimonianza del fratello Giulio, Salesiano missionario in Australia, ma ancor di più attirata dall’Amore che il Signore le donava, già a 14 anni espresse il desiderio di consacrarsi a Lui e presto sentì forte anche la vocazione ad essere missionaria ad gentes. Il 31 gennaio 1959 fu ammessa al Postulato a Padova ed il 5 agosto dello stesso anno iniziò il Noviziato. Il 6 agosto 1961 emise la prima Professione a Battaglia Terme e fu subito inviata a Torino come studente della Scuola Magistrale. Già con la missione nel cuore, nel 1962 fu in Inghilterra per lo studio della lingua inglese e l’anno dopo partì per la Corea del Sud. Trascorse in questa terra 23 anni, amandola profondamente, tanto che, quando l’obbedienza la riportò in Italia, continuò a custodirla nel cuore ed a desiderare di tornarvi. Fu a Seoul dal 1963 al 1982, prima come assistente delle Aspiranti ed economa, poi dal 1977 come direttrice. Chi l’ha conosciuta, la ricorda sempre piena di “gioia missionaria” che sapeva trasmettere anche alle giovani in formazione, insieme all’amore per Maria Ausiliatrice, verso cui nutriva un’autentica devozione filiale. Era allegra, capace di trascinare le giovani aspiranti e di animare le loro ricreazioni con scherzi e giochi. Anche quando le ristrettezze economiche chiedevano dei piccoli sacrifici, sapeva accogliere tutto con il sorriso ed aiutava pure le giovani sorelle a viverli con spirito di fede.

Nel 1982 ritornò in Italia per curare la sua salute già un po’ fragile e per alcuni corsi di aggiornamento. Portava, però, in cuore il desiderio di far presto ritorno in quella che era ormai diventata la sua terra, desiderio che fu esaudito. Nel 1984 fu a Kwangju come vicaria e nel 1985 a Masan “Auxilium” come direttrice.

Nel 1988 venne inviata a Roma “Casa Generalizia” per frequentare il corso di spiritualità e come addetta all’Ufficio catechistico. Vi rimase, prestando aiuto in diversi ambiti, per 22 anni.

I dolori e le fatiche fisiche che la accompagnavano, non le permisero più di tornare in Corea. Gli occhi si riempivano di gioia, però, ogni qualvolta riceveva la visita delle sorelle coreane che avevano l’occasione di passare a Roma. Subito riprendeva dimestichezza con la lingua coreana e si intratteneva a conversare con loro. In questi anni mantenne vivo l’ardore apostolico che metteva in ogni azione quotidiana, ma che esprimeva con passione anche nel servizio pastorale in parrocchia, dove era stimata ed apprezzata come catechista.

Nel 2010 ritornò in Veneto, nella comunità di Montebelluna, più vicina ai familiari con cui aveva sempre mantenuto relazioni di affetto e di stima. Era sempre più affaticata dai problemi di salute, ma continuò ad essere una presenza buona, umile, capace di accorgersi di chi aveva bisogno. Sapeva relazionarsi con le sorelle più giovani con discrezione e affetto.

Nel 2016 fu trasferita a Rosà, per poter essere maggiormente seguita e accompagnata. Un breve scritto ritrovato fra le sue cose, ci dice bene come ha cercato di vivere anche questo tempo: “Semina la bontà, semina l’amore: meglio in atti che in parole! Signore, come sarebbe bella la terra, se tutti gli uomini ti amassero e facessero la tua volontà! Come sarebbe dolce vivere!”.

Carissima suor Anna Maria, grazie per la tua testimonianza di bontà senza misura! Ora che godi della presenza del Signore e di Maria che hai tanto amato, prega per la tua famiglia, per la nostra Ispettoria, per le sorelle della Corea e per l’intero Istituto. Chiedi per noi il dono di vocazioni ardenti, dal cuore missionario!

L’Ispettrice
Suor Palmira De Fortunati 

4 maggio 2021

Suor Miryam VÉLEZ


Carissime Sorelle,nel pomeriggio del 30 aprile 2021, dalla casa “Maria Ausiliatrice” di Viedma (Argentina), il Signore ha chiamato a celebrare la sua Pasqua nella Casa del Padre, la nostra carissima Suor Miryam VÉLEZ. 

Nata a Armenia, Antioquia (Colombia) il 26 agosto 1924
Professa a Bogotá (Colombia) il 5 agosto 1948
Appartenente all’Ispettoria Argentina “San Francesco Saverio” - Bahía Blanca 

Suor Miryam come veniva chiamata, anche se il suo vero nome era María Leticia, crebbe in una famiglia composta da 12 tra fratelli e sorelle. Risiedeva a Medellín (Colombia), dedita all'agricoltura e al commercio, fortemente unita dalla fede, dall'amore e dall'onestà. Lì Maria, come lei stessa scrisse, cominciò a maturare la sua vocazione: «Credo che la mia vocazione sia nata in seno alla mia famiglia, con radici profondamente cristiane, benedetta da due vocazioni missionarie carmelitane. Poi si è consolidata nel Collegio “María Auxiliadora” dove ho fatto i miei studi secondari». E continuava: «Il 4 settembre 1944 ho iniziato, con molta gioia, l'Aspirantato a Bogotá. Ho ricevuto con entusiasmo gli insegnamenti che mi sono stati impartiti; in tanti momenti ho sentito molto viva la presenza di Gesù, perché nella mia casa la spiritualità di Santa Teresa del Bambino Gesù era viva e sentita. Durante il Noviziato ho scoperto la presenza della Santissima Trinità in me: questo mi ha reso felice e mi ha aiutata a superare le piccole difficoltà». 

Celebrò la sua prima Professione Religiosa a Bogotá (Colombia) il 5 agosto 1948 e fu inviata a La Ceja come maestra. Il 20 maggio 1949 giunse a Torino per prepararsi alla missione ad gentes. Così raccontava la sua partenza: «Ho salutato i miei amati genitori e fratelli. Il dolore era molto grande, ma la felicità era maggiore. L’ideale missionario è rimasto sempre vivo in me. A Torino, dove il 5 agosto ho rinnovato i voti, sono stata molto felice e ho cercato di valorizzare tutto, per crescere nella mia vita religiosa salesiana». Inviata missionaria in Patagonia, arrivò a Bahía Blanca il 15 novembre 1950. 

Riprese subito lo studio per ottenere il "Certificato di abilitazione per l’insegnamento nella Scuola Primaria", e si dedicò con amore e generosità alla missione educativa per diversi anni nelle case di Bahía Blanca, Junín de los Andes, General Roca. Nel 1970 partecipò al “Primo Corso sull'Infermieristica Pediatrica e Neonatale” a Bahía Blanca, e incominciò il suo servizio premuroso e attento come infermiera; servizio che si protrasse per ben 16 anni presso il “Sanatorio del Sur” a Bahía Blanca dove, dal 1972 al 1976, fu anche animatrice della comunità Continuò poi, in diversi periodi, a donarsi come animatrice di comunità a Junín de los Andes, a General Conesa, a Viedma, a Carmen de Patagones e a Bahía Blanca “S. M. D. Mazzarello”, oltre che come infermiera.

Chi le è stata accanto, la ricorda "sempre accogliente, fraterna, dolce, attenta, delicata e disponibile". La sua disponibilità e la sua dedizione incondizionata si sono manifestate anche in altri servizi. Fu, infatti economa, catechista in parrocchia e in quartieri poveri, delegata delle Exallieve e dei Salesiani Cooperatori, referente per la Pastorale della salute. Era molto apprezzata per la sua gentilezza, per le delicate attenzioni, per il sorriso accogliente, per la sua vita di dedizione missionaria. Anche la sua amata e numerosa famiglia, dalla Colombia, come ci è stato detto anche in questi giorni, l'ha sentita sempre molto vicina: condivideva con ognuno di loro la sua fede, il suo amore e la gioia della sua vita missionaria. Lei stessa affermava: «Sono sempre stata molto felice della mia vocazione salesiana e missionaria». 

Chi di noi ha condiviso alcune esperienze della sua vita, l'ha sentita gioiosamente innamorata della Santissima Trinità e figlia fedele di Maria Ausiliatrice, sicura di essere continuamente accompagnata da Lei. Soleva dire: «Ringrazio il Signore per la presenza materna di Maria nella mia vita». Dal 2010 era nella comunità di Viedma, silenziosa e paziente. Accettò i dolori fisici, progressivamente sempre più forti, finché il Signore la condusse serenamente alla gioia dell’Amore e della Luce nella Casa del Padre. 

Cara suor Miryam, sei sempre stata molto felice di sentirti abitata dalla Trinità e di offrirti in piccoli e delicati gesti di aiuto, di vicinanza, di ascolto di chi aveva bisogno di te. Ti ringraziamo per la bella testimonianza di amore al Signore e di serena dedizione missionaria nel nostro Istituto. Dal Cielo intercedi per tutti noi, per i bisogni della nostra Ispettoria e per le vocazioni. 

L’Ispettrice 
Suor Marta L. Riccioli