23 marzo 2021

Suor Mary Sherly CHACKO

Carissime sorelle, il 21 marzo 2021, dal “St Clare Mission Hospital” di Lusaka (Zambia), dopo una breve battaglia contro il Covid-19, il Signore ha chiamato a Sé la nostra cara Suor Mary Sherly CHACKO. 

Nata a Thodupuzha, Kerala (India) l’8 marzo 1964
Professa a Nasik (India) il 24 maggio 1988
Appartenente all’Ispettoria Africa Meridionale “N. S. della Pace”

I suoi genitori, Augustin e Margarate Chacko, formarono una bella famiglia di quattro figli - due femmine e due maschi - di cui suor Mary era la secondogenita. Questa famiglia profondamente cristiana, di rito siro-malabarico che riteneva essere stata convertita da San Tommaso, era molto unita: tutti si sostenevano a vicenda. Mary imparò l'arte delle relazioni e dell'ospitalità dal papà e l’amore al lavoro dalla mamma. Entrambi erano attenti alla sua educazione umana e religiosa. Mary era una ragazza vivace, gioiosa, socievole per cui attirava la simpatia di tutti, sia a scuola che nel quartiere. Amava il divertimento e le piaceva la vita spensierata. Ricevette i Sacramenti del Battesimo e della Cresima a Cheenikuzhi. Ottenne il diploma, secondo il metodo Montessori, come insegnante delle maestre d'asilo presso il SAGAR Institute of Education, a Bombay. Entrò nell'Istituto a Wadala, Mumbai nel 1983. Ammessa al postulato a Lonavla il 24 luglio 1985, il 24 maggio 1986 cominciò il noviziato a Nasik. Il 24 maggio 1988 fece la prima professione, confermata poi con la professione perpetua il 25 maggio 1994 a Bombay.
Suor Sherly – come veniva chiamata - era intraprendente e aveva una grande passione per le missioni. Imparò il gujarati e trascorse parecchi anni, tra i più significativi della sua vita, nello Stato del Gujarat lavorando nelle comunità missionarie di Dakor, Pansora e Baroda come assistente nelle opere sociali, economa, vicaria e animatrice di comunità a Pansora (2006-2012). Le piaceva visitare i villaggi, insegnare ai bambini degli slum e della strada, organizzare gruppi di donne e dedicarsi con passione a migliorare la vita dei poveri e degli emarginati.
Negli anni in cui prestò il servizio di economa a Uttan, Bombay Wadala, Koparkhairane e Sulcorna, dimostrò grande senso di appartenenza e buone capacità organizzative. La gente del Gujarat l'ha amata e apprezzata, corrispondendo al suo lavoro missionario. Anche se non aveva tutti i titoli accademici relativi ai compiti affidati, era solita gestire la salute, il lavoro sociale, la formazione professionale e le attività amministrative in modo efficiente, lavorando intensamente. Suor Sherly era gioviale e sapeva affrontare le sfide senza drammatizzare.
Nel 2016 la domanda missionaria, più volte ripetuta, venne accettata. E lei intraprese coraggiosamente le esigenze della missione ad gentes, nonostante qualche fragilità di salute e l'età non troppo giovane. Giunse quindi a Roma in Casa Generalizia e, al termine del Corso di Missiologia, fu destinata allo Zambia, appartenente all’Ispettoria “Nostra Signora della Pace” con sede in Sudafrica. Quando la incontrai a Roma, nel marzo 2017, la sua gioia fu davvero grande perché aveva visto qualcuno che veniva dalla “sua” nuova Ispettoria.
Arrivò a Johannesburg (Sud Africa) nel novembre 2017 e vi sostò per alcuni mesi. A Malamulele, dove trascorse i mesi di gennaio e febbraio 2018, è ricordata per la sua presenza allegra, per i piatti che sapeva preparare con diverse erbe, verdure e fiori, e per l’amore che ci metteva in tutto ciò che faceva. Il 1° marzo 2018 raggiunse la comunità “S. M. Mazzarello” di Lusaka Makeni (Zambia) dove fu vicaria e iniziò a dedicarsi al gruppo di auto-aiuto (Self-Aid) con le donne, responsabilizzandole e aiutandole a fare un percorso di autosostenibilità.
Dal 2019 nella casa “N. S. della speranza” di Lusaka Makeni era economa della comunità e della scuola e amministratrice della Regione Zambia. Continuava a dedicarsi ai gruppi di donne nella zona rurale di Linda e nel 2020 aveva iniziato una nuova associazione con i giovani, insieme ad un club vocazionale. Purtroppo il 10 marzo cominciò a soffrire dolori al petto, stanchezza e sintomi di influenza. La sera dell'11, risultata positiva al test, venne ricoverata all'ospedale. Il 16 marzo, essendo migliorata, venne dimessa; ma il 18 la situazione peggiorò. Poiché i livelli dell’ossigeno risultavano tanto bassi, fu ricoverata di nuovo, ma presto si aggravò e il Signore l’ha chiamata a Sé. Una consorella testimonia di aver colto in lei un'anima felice, una persona totalmente impegnata nella missione. Rimase impressionata anche del suo tratto cordiale e della semplicità di vita. La Consigliera Visitatrice suor Chantal Mukase, alla notizia della sua morte, la definisce “una coraggiosa missionaria ad gentes”.
Anche in Zambia suor Sherly aveva potuto esprimere le sue capacità amministrative. L'Economa Ispettoriale, residente in Sud Africa, afferma che era una persona leale e onesta, che amava veramente l’Ispettoria e che lavorava molto per l’auto-sostenibilità delle opere. Non prendeva mai decisioni senza chiedere il permesso. Ma, dopo che le veniva concesso, non esitava a procedere. Si donava con generosità e instancabilmente in qualsiasi compito che le era affidato. La sua morte improvvisa e prematura ha lasciato un vuoto nel cuore delle suore e delle persone che l'hanno conosciuta e hanno vissuto con lei. La sua fraterna presenza e il suo modo di lavorare era ammirevole, per cui ci mancherà moltissimo! Cara suor Sherly, è difficile dirti addio in circostanze così dolorose! Crediamo che il Padre ti abbia trovata pronta e ti abbia invitata a partecipare al suo banchetto eterno. Mentre noi, tue sorelle, e i tuoi familiari sentiamo molto la tua mancanza, preghiamo il Signore che ci invii tante e generose vocazioni missionarie del tuo calibro.

L’Ispettrice
Suor Marie Claire Jean 

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