8 aprile 2014

Suor Teresina BERTONCELLO

Sr. Teresina in mezzo a due delle sue consorelle
Carissime sorelle, domenica, 23 marzo 2014, il Dio della vita e della risurrezione ha chiamato a sé, dalla casa di Gerusalemme (Israele), la nostra carissima Suor Teresina BERTONCELLO. Nata a S. Martino di Lipari (Padova) il 12 luglio 1934. Professa a Pella (Novara) il 6 agosto 1959. Appartenente all’Ispettoria Medio Oriente “Gesù Adolescente”.
Teresina nacque in una famiglia di contadini veneti, amanti della natura e della vita. Ebbero dieci figli e figlie. Finita la scuola elementare, era già in grado di aiutare la mamma nelle faccende di casa, mentre i più grandi erano al lavoro nella campagna. In casa imparò l'arte culinaria che a lungo esercitò nell’Istituto. Appena adolescente andò a lavorare in una fabbrica di cotone a Novara ed era convittrice presso le FMA. Restò affascinata dallo stile di vita delle suore ed ebbe la fortuna di trovare un direttore spirituale che la orientò nella scelta vocazionale. A 22 anni decise di entrare nel nostro Istituto. Il 6 agosto 1959 fece la professione e venne destinata all'Istituto “Immacolata” di Novara come cuoca, obbedienza che accolse con gioia e senso di responsabilità.
Contemporaneamente presentò la domanda missionaria e fu destinata all'Ispettoria del Medio Oriente. Giunse ad Alessandria d'Egitto nel 1963. Lavorò nell’Istituto “D. Bosco” per 21 anni. L'economo salesiano di quei tempi, con cui si è ritrovata di nuovo a Betlemme, così parla di suor Teresina: «Ho avuto l'occasione e la fortuna di lavorare molti anni con lei, fin dal suo primo arrivo in Medio Oriente. Ora che è nella pace del Signore posso affermare che ha molto sofferto ma ha saputo offrire a Dio i "fiori di lacrime" sul modello della Beata Eusebia Palomino. La considerava sua particolare protettrice e il suo modello di vita consacrata e di servizio nell'umile lavoro di cucina. Nell'esempio della nostra Beata ha sempre trovato la forza di accettare anche la sofferenza causata dalla precaria salute».
Un altro Salesiano, allora chierico, attesta: «Con il suo sorriso poteva conquistare tutti quelli che incontrava. Riusciva a soddisfare tutti con i suoi gesti fraterni. Mi ha incoraggiato a proseguire il cammino verso il sacerdozio, nonostante le difficoltà che incontravo. Quello che faceva e il modo con cui lo faceva esprimeva tutto il bene che voleva ai confratelli».
Una consorella scrive: «Ho conosciuto suor Teresina da giovane, il suo lavoro di cuoca non lo faceva come mestiere, ma con grande entusiasmo. Aveva una particolare attenzione per i chierici e i giovani sacerdoti bisognosi di nutrimento particolare. Sovente, alle ore dieci, chiamava qualcuno per dargli una spremuta».
Con la medesima disponibilità nel 1984 ha continuato il suo servizio nell'ospedale italiano di Damasco, diretto della FMA, poi nella casa di Betlemme, e di nuovo a Damasco dal 1988 al 1994. Passò poi ad Alessandria d’Egitto da dove tornò a Betlemme fino al 2009. In questi ultimi anni a Gerusalemme, finché poteva stare in piedi, ha sempre lavorato. Faceva cucina con passione e competenza sempre aggiornata.
La sua serenità poteva far credere che non avesse delle sofferenze, invece ne ha avute tante sia dalla famiglia numerosa: alcuni fratelli morirono precocemente, altri emigrarono in America o in Australia senza più poterli incontrare. Tutto per lei diveniva oggetto di preghiera e di offerta. Leggeva molto, in particolare la letteratura salesiana per tenersi aggiornata sulla vita dell'Istituto e della Chiesa.
Quello che più l'ha sostenuta nella vita segnata anche dalla malattia – diabete e reumatismi – è stata la preghiera. Lei si alzava alle 4.30 per essere in Chiesa a pregare. La sua era una preghiera dai vasti orizzonti che abbracciava la famiglia, l'Istituto, la Chiesa e tante persone conosciute e amate.
Gli ultimi due mesi li ha passati in una grande sofferenza: il suo corpo si è consumato velocemente. Assistita giorno e notte dalle consorelle, ha terminato la sua esistenza terrena esprimendo riconoscenza ai dottori e alle consorelle che si sono presi cura di lei.
La corona di Sacerdoti salesiani attorno alla sua bara, durante la celebrazione delle esequie, dice la grande riconoscenza dei Salesiani per questa nostra sorella. Anche noi sue consorelle presenti ai funerali e, a nome di tutta l'Ispettoria, abbiamo ringraziato il Signore per il dono di suor Teresina alla nostra Famiglia religiosa, per la sua fedeltà e il suo esempio di instancabile donazione. Siamo certe che è già nella dimora di luce e di pace preparata da Cristo per lei. Ci dà fiducia il saperla ora nostra protettrice presso il Signore. Perciò le chiediamo il dono di generose vocazioni fedeli come lei alla chiamata di Gesù.
L'Ispettrice
Suor Marie Daniel Yusef

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