14 dicembre 2020

Manzanillo - Cuba

 

Suor Agnese GILÀ

Carissime sorelle, mercoledì 9 dicembre 2020, dalla casa “Maria Ausiliatrice” di Sant’Ambrogio Olona (Varese), il Signore ha chiamato a vivere con Lui nella pienezza della beatitudine la nostra carissima sorella Suor Agnese  GILÀ.

Nata a Bellinzona, Canton Ticino (Svizzera) il 12 dicembre 1919
Professa a Casanova di Carmagnola (Torino) il 5 agosto 1940
Appartenente all’Ispettoria Lombarda “Sacra Famiglia” - Italia

Agnese nacque in una bella famiglia, modesta ma illuminata da molta fede. Il papà, ex-allievo salesiano, elettrotecnico di mestiere, era stato un pioniere dell’Azione Cattolica e il braccio destro del Parroco. La mamma era sarta e accudiva la numerosa famiglia con grande serenità, sorretta dalla preghiera. Diceva «che la Messa quotidiana era il Sole delle sue giornate». Ciò che sappiamo della vita di suor Agnese, lo desumiamo dalle note autobiografiche da lei stessa stilate al suo rientro dalla Missione in Brasile. A 89 anni, in un’elegante e ‘spedita’ calligrafia, narra di sé comunicando tutto il suo amore e la sua gratitudine per la vita. Racconta l’esperienza familiare segnata da una profonda religiosità che aveva inciso sulla vita dei sei figli, in particolare sulla maggiore Lucia, FMA, morta santamente a 29 anni a Torino Cavoretto, su Renzo Sacerdote diocesano e su di lei che ha seguito la sorella nell’Istituto.
Venne a contatto con il carisma salesiano quando giunse in paese un Salesiano che era stato missionario in Cile che infervorò tutti con il suo entusiasmo apostolico. Leggendo il Bollettino Salesiano, Agnese a 13 anni cominciò a sognare le missioni d’Africa; poi, ricevendo le lettere della sorella Lucia, fu incoraggiata ad entrare nell’Istituto col motivo che a Casanova c’era il Noviziato Missionario.
Iniziò così il cammino formativo a Chieri nel 1938. Nello stesso anno passò al Noviziato di Casanova, dove il 5 agosto 1940 emise i primi voti. Dopo la Professione, venne inviata a Nizza Monferrato per completare lo studio. Conseguito il Diploma di Abilitazione Magistrale, iniziò ad insegnare a Torino “Madre Mazzarello”. Nell’agosto 1943 Madre Angela Vespa le chiese di accompagnare una consorella al loro paese, in Svizzera, poiché il papà era gravissimo. Ma poi, a motivo della seconda guerra mondiale, tutte le frontiere vennero chiuse. Fu così che si rivolse all’Istituto Elvetico di Lugano dove il Direttore salesiano fu ben felice di accoglierla perché era proprio alla ricerca di una maestra elementare e lì rimase per 15 anni.  
Nel 1957 venne trasferita a Varese “Casa Famiglia” come assistente delle ragazze interne. L’anelito del suo cuore, però, era altro: «Sempre pensando alle Missioni, desideravo l’Africa. Ma quando entravo in Cappella, Madre Mazzarello dal suo bel quadro mi suggeriva: “Andrai in America”». 
Rifece allora la domanda missionaria che venne accettata e fu inviata in Brasile: «Destinata al Brasile là lavorai per ben 48 anni come insegnante, assistente, responsabile dell’oratorio (la mia passione!), infermiera, animatrice della Liturgia (musica e canto), assistente e vicaria, sacrestana, soprattutto catechista… Per concludere: sono andata in Brasile per evangelizzare e mi hanno evangelizzata, specialmente i poveri e i bambini». Lavorò nelle Case di S. João del Rei, Belo Horizonte “Pio XII”, Silvânia, Minas Novas e Cachoeira do Campo. Nel 2008 suor Agnese stessa chiese di rientrare in Italia e venne destinata alla casa di Sant’Ambrogio.
Così conclude le sue note autobiografiche: «Ed ora eccomi a Sant’Ambrogio in attesa dell’ultima chiamata. Fiat, Magnificat, Alleluia!». Parole che ha ripetuto durante un colloquio con l’Ispettrice nel 2013, esplicitandone il senso: FIAT per tutti gli acciacchi inerenti all’età; MAGNIFICAT per tutte le grazie ricevute, non basta l’eternità a ringraziare; ALLELUIA per la Pasqua eterna che ci aspetta. Fare la volontà di Dio eucaristicamente perché tutto è grazia». È significativo citare le ultime righe di una sua poesia, scritta osservando il fiore del calicanto: «Io ho novant’anni. Mi parla proprio al cuore. Sembra dirmi: “Coraggio! Anche alla tua età puoi essere fiorita”. Più l’ammiro e più mi dice: “Anche la quinta età come la mia può diventare poesia. Avere il cuore giovane, fiorito d’Amore che del gelo sfida il rigore».
Con gratitudine lodiamo il Signore per il dono di questa carissima sorella che ha fatto della sua vita un anelito di Paradiso: mai un lamento, nonostante gli acciacchi, sempre serena e orante, felice di accogliere col suo dolce sorriso chi andava a farle visita. La sua partenza è stata per noi sofferta, ‘rubata’ dal Coronavirus che ci sta affliggendo. Ma ora la pensiamo felice nella contemplazione di quel Signore che fin da bambina ha cercato e per tutta la vita ha servito nei poveri e nei piccoli. Ora interceda per tutte noi, in particolare per il Brasile, che ha tanto amato, la benedizione del Signore e il dono di sante vocazioni.

L’Ispettrice
Suor Maria Teresa Cocco

6 dicembre 2020

Sor Gloria Elena Garcia Pereira (Inspectoria CMA - Colombia)

 

Suor Maria RONCO

Carissime sorelle, il 30 novembre 2020, dalla casa “San Giuseppe” di Torino, il Signore ha chiamato alla visione del Suo Volto la nostra carissima Suor Maria RONCO.

Nata a Pralormo (Torino) il 4 aprile 1927 
Professa a Casanova di Carmagnola (Torino) il 5 agosto 1948 
Appartenente all’Ispettoria Piemontese “Maria Ausiliatrice” - Italia 

Maria era la primogenita di due sorelle. I genitori erano “cristiani esemplari, di vita morale ed operosa, abbastanza benestanti”. Così testimoniava nel presentarla all’Istituto il Direttore della comunità “Edoardo Agnelli” di Torino e Parroco di quella Parrocchia salesiana. Della sua giovane figlia spirituale attestava: «Ottima condotta morale e spirituale. Assidua, con notevole disagio suo, alla nostra Chiesa e all’incipiente oratorio femminile, si dimostrò sempre esemplare e zelante nell’apostolato».
In maniera molto sobria ed essenziale, suor Maria ha scritto poche note autobiografiche: «Abitavo a Torino, nel quartiere dell’Agnelli. Lavoravo in una fabbrica di meccanica e, durante la guerra, ero a servizio come domestica». Aggiunge che frequentava l’oratorio dell’Agnelli e che si era lasciata guidare dal Salesiano Don Biancotti, il quale l’aveva indirizzata al nostro Istituto.
Entrò in Aspirantato ad Arignano (Torino), dove il 31 gennaio 1946 iniziò il Postulato. Ricordava con gratitudine in particolare la bontà materna della Direttrice dell’Aspirantato, suor Nella Fracchia. Visse il Noviziato A Casanova dove celebrò la prima Professione il 5 agosto 1948. In tutta la sua vita religiosa ha svolto una sola ‘missione’, offrendo alle comunità in cui è vissuta soprattutto il servizio di guardarobiera.
Dopo la professione, tra il 1948 e il 1969, lavorò in diverse comunità. Scriveva: «Avendo fatto domanda per le missioni, sono stata inviata ai Becchi (di Castelnuovo), a Morges, Thonon, Caluire–Lyon, Fontaniére, Roubaix, Andresy e Guines». Partita per la Svizzera il 25 agosto 1949, il primo ventennio fu, quindi, un continuo passaggio da una comunità all’altra, vissuto con grande disponibilità.
Nel 1969 venne mandata nella comunità di Veyrier, sempre in Svizzera, come assistente, addetta alla lavanderia e al guardaroba, e in aiuto all’economato come commissioniera. Dal 1993 al 1996, con i dovuti permessi, visse in famiglia per assistere la mamma inferma. Tornò poi a Veyrier fino al 2010 quando, ormai anziana, rientrò nell’Ispettoria Piemontese, in riposo.
L’accolse la comunità “San Giuseppe” di Torino a continuare nel silenzio, nella preghiera e nell’offerta la sua missione di servizio e di umiltà. Si trovava vicina a luoghi a lei famigliari, in una comunità di sorelle che l’hanno accolta fraternamente, che le hanno donato l’assistenza, le cure e l’affetto. Ma certamente è stata per lei come una nuova partenza missionaria, segnata dal distacco nuovamente offerto. La sua presenza in questa casa era serena. Esprimeva riconoscenza per le molte attenzioni, che ricambiava silenziosamente con uno sguardo sorridente.
Accompagniamo con la preghiera di suffragio il ricordo di suor Maria e delle sua vita semplice e generosa. Chiediamo a lei di intercedere dal Cielo, per ottenere da Maria Immacolata e Ausiliatrice il dono di nuove vocazioni missionarie per l’Istituto e la Chiesa. 

L’Ispettrice
Suor Emma Bergandi

2 dicembre 2020

San Francesco Saverio - Patrono delle Missioni

 

S. Francesco Saverio SJ 

Francesco Saverio (Javier 1506 – isola di Sancian 1552) è detto “il San Paolo delle Indie”. La sua opera missionaria fu, infatti, decisiva per lo sviluppo del cristianesimo moderno in tutta la macro-regione dell’Asia meridionale. La Chiesa lo celebra come patrono principale dei missionari. Il suo percorso di vita non fu però così lineare. 

Originario della Navarra, Francesco è compagno di stanza d’Ignazio di Loyola e di Pietro Favre, al tempo dei loro studi a Parigi. Se tra Ignazio e Pietro nasce subito un’intesa, Francesco mantiene a lungo una dura diffidenza verso il nobile Basco, che da cavaliere è stato un nemico dell’indipendenza politica della Navarra. Inoltre, Francesco è deciso a perseguire le sue ambizioni di carriera. Perciò i pii propositi d’Ignazio sono per lui degli ostacoli. A un certo punto, però, il suo cuore è vinto dalla testimonianza dell’affetto disinteressato che i suoi due coinquilini nutrono per il Cristo. 

Quando i primi gesuiti si stabiliscono a Roma, Francesco è quasi da subito inviato in India, ma come per sbaglio. Il gesuita che avrebbe dovuto partire al suo posto cade infatti ammalato. Francesco si trova così ad affrontare lunghi e pericolosi viaggi e gli imprevisti dell’incontro con popolazioni così diverse: dai poveri pescatori delle coste dell’India ai nobili intellettuali del Giappone. Inoltre, ha a che fare con i commercianti europei che perseguono i loro interessi senza troppi scrupoli. In tutto questo lo sostiene il sapersi collaboratore della missione del Cristo: intere popolazioni ascoltano il Vangelo per la prima volta. Un importante aiuto gli viene anche dalla solida amicizia con gli altri gesuiti, ravvivata dallo scambio di lettere. 

Quando Francesco muore a 46 anni, ha percorso più di 62.000 chilometri in soli 10 anni. E’ alle porte della Cina, dove pure avrebbe voluto annunciare il Vangelo.

FMA Bahía Blanca - Argentina

 


Dal Bollettino dell'Ispettoria "San Francesco Zaverio" - ABB

MISIONES

Encuentro Virtual de Comunidades Misioneras: el Ámbito, coordinado por la Hna. Silvia Dupont, animó tres encuentros de formación acompañados por el P. Julio Palmieri, SDB. El último encuentro fue el 7 de noviembre, contando con el valioso testimonio de 5 laicas que forman parte del grupo de “oración profunda  y contemplativa en el cotidiano”, que anima el P. Julio.

Misionera ad gentes: la Hna. Natalia Maricoy, luego de permanecer un tiempo en Buenos Aires, pudo viajar a Asunción – Paraguay, para muy pronto, llegar a su comunidad en el Chaco Paraguayo. Ha sido recibida con muchísimo cariño y alegría. La acompañamos desde acá con nuestra oración y le auguramos una muy fecunda misión.