24 luglio 2017

P. Baggio: i migranti spesso vulnerabili

Montepaone - "Solo per il fatto di essere stranieri, tutti i migranti sono di fatto vulnerabili". A dirlo il sottosegretario del Dicastero per lo Sviluppo Integrale, p. Fabio Baggio, intervenendo alla Summer School su "Mobilità umana e giustizia globale" promossa dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con la Fondazione Migrantes, lo Scalabrini International Migration Institute (SIMI), la Fondazione ISMU e l’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS), nata per rispondere alle questioni legate alla mobilità umana comprendendo anche tutti gli aspetti concernenti la giustizia. I migranti - ha aggiunto P. Baggio - sono "spesso trascurati, discriminati ed emarginati. E tra loro i fanciulli costituiscono il gruppo più̀ vulnerabile".
Giunta quest’anno alla sua ottava edizione con il titolo "Bambine, bambini e adolescenti nei processi migratori", la settimana di studio ha focalizzato l’attenzione sulle problematiche riguardanti i minori coinvolti nei fenomeni migratori, traendo spunto dal Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017: "Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce". (R.I.)

22 luglio 2017

[...] Ho realmente compreso che la missione si può fare anche in Italia.

[...] Comprendí que la misión se puede también hacer en Italia.

Suor Claudia PRADOLINI

Suor Claudia Pradolini
Carissime sorelle, il 18 luglio 2017, nell’Ospedale “Prontocord” di Manaus (Brasile), il Padre misericordioso ha chiamato alla gioia eterna la nostra cara sorella Suor Claudia Pradolini. Nata a Codroipo (Udine) il 20 marzo 1924. Professa a Casanova di Carmagnola (Torino) il 5 agosto 1949. Appartenente all’Ispettoria Brasiliana “Santa Teresinha” – Manaus.
Nelle sue note autobiografiche suor Claudia descrive la sua famiglia e ci permette di conoscere qualche particolare della sua fanciullezza. «Nacqui in una famiglia cristiana fervorosa e praticante. Pur nella povertà, eravamo felici con il nostro lavoro agricolo. Per poter dare un buon futuro ai figli, il papà emigrò in Argentina dove c’erano già altri parenti. La mamma con i tre figli: la sorella Bibiana, il fratello Nazareno ed io, andammo ad abitare con il nonno. Frequentai la scuola primaria, la parrocchia, l’oratorio dove c’erano le FMA. Mi piaceva leggere le riviste che parlavano delle missioni e lessi anche la vita di don Bosco. Poco a poco sentii che il Signore mi chiamava a seguirlo più da vicino e, guidata dalla direttrice suor Dirce Molinari, parlai con l’Ispettrice suor Claudina Pozzi. L’8 dicembre 1946 entrai nell’Istituto ad Arignano, il 31 gennaio 1947 venni ammessa al Postulato e, dopo i due anni di noviziato, feci la professione a Casanova il 5 agosto 1949. Quando il papà tornò dall’America, venne a visitarmi in noviziato».
Dopo la professione suor Claudia rimase a Torino casa “Madre Mazzarello” dove completò gli studi e si preparò per andare in missione. Il 29 agosto 1950 partì per il Brasile e a Manaus nel Patronato “Santa Teresinha” rimase un anno per imparare la lingua. Nel 1952 fu guardarobiera, assistente e catechista a Taracuá, dove fu anche direttrice fino al 1966. Nel 1967 lavorò in una zona indígena, Içana e svolse gli stessi impegni di guardarobiera, assistente e catechista, a Pari-Cachoeira. Dal 1970 al 1979 fu vicaria, economa e catechista a Santa Isabel. Nel 1978 morì il papà e anche la sorella Bibiana. Nel 1980 le Superiore le concessero un ritorno in Italia per assistere la mamma inferma. Quando lei morì, suor Claudia nel 1982 fece ritorno in Brasile. Venne inviata a Humaitá come assistente delle interne. Dal 1985 al 1991 fu sacrestana, guardarobiera e catechista a Iuaretê. Nel 1992 nel “Centro Educacional Santa Teresinha” di Manaus, fu responsabile della lavanderia e del guardaroba. Nel 2009, bisognosa di cure, venne accolta nella casa di riposo “Madre Mazzarello” di Manaus. Seguiva con gusto la liturgia e si dedicava alla preghiera, alla lettura e ai lavori manuali. Nel 2014 dovette rimanere a letto perché perdeva forze e facoltà. Si raccolse allora in un silenzio contemplativo e di offerta.
Suor Claudia fu una missionaria intrepida in terre amazzoniche, affrontava con coraggio le difficoltà nel lavoro. Era responsabile, fervorosa e allegra. Assumeva ogni lavoro e responsabilità con amore e per il servizio del Regno di Dio. Collaborò nella formazione di molte FMA insegnando l’italiano e orientandole nei vari lavori di casa. La sua testimonianza allegra e premurosa segnò la vita di parecchie consorelle e delle persone che frequentava.
Nella casa di riposo, quando poteva ancora collaborare, aiutava a pregare mentre erano riunite nella sala della comunità. Leggeva articoli dell’Osservatore Romano alle consorelle, meditava i misteri del rosario e si dedicava volentieri al lavoro con l’uncinetto. Chiedeva sempre il Sacerdote per la confessione. Benché il morbo di Alzheimer avanzasse, cantava lodi alla Madonna o faceva riflessioni sulla Parola di Dio e sorrideva riconoscente. La contemplazione e il silenzio in lei erano costanti.
La mattina del 18 luglio ebbe difficoltà respiratoria, venne ricoverata e fu subito accolta in terapia intensiva. Alle 17,30 il Signore della Vita la chiamò a godere la pienezza della gioia eterna.
Benediciamo il Signore per la sua fedeltà alla consacrazione religiosa, per l’ardore missionario; per la sua testimonianza allegra e fervorosa, per il servizio svolto nell’Ispettoria al popolo dell’Alto Rio Negro, all’Istituto, ai suoi familiari. Siamo sicure che dal Cielo ora intercede per noi e ci otterrà vocazioni per cui sempre ha lavorato e pregato.

L’Ispettrice
Suor Madalena Luiza Scaramussa

20 luglio 2017

Dalla Patagonia

Carissimi,
Vi raggiungo in questa bellissima festa di San Benito.
Sono reduce di un’operazione di Tunnel Carpale destro e quindi ho avuto problemi di riadattamento della mano operata e... il computer non era sempre facile da usare senza difficoltà. Anche il lavoro ha avuto una quindicina di giorni con ritmo... sinistro! Tutto sommato fu una cosa semplice, pensando che dopo quindici giorni ho ricuperato alcune funzioni, come quella della distribuzione dell’Eucaristia in Cattedrale e dopo un mese, ho potuto riprendere a guidare la macchina.
E ora sono qui per descrivere alcune cose molto semplici, prima di partire per Buenos Aires per gli Esercizi Spirituali.     
Vi dico soprattutto che per me e Sr. Maria Teresa è una vera gioia poter lavorare pastoralmente in San Benito. La catechesi del sabato continua a pieno ritmo e tre mamme del Barrio seguono i ragazzi della Comunione, (dopo la Celebrazione Eucaristica) e della Cresima (prima della Celebrazione Eucaristica) accompagnate da Padre Fabián. Si sta tentando anche un approccio con i Genitori perché possano mettersi accanto ai ragazzi/e con un’animazione un poco responsabile. L’esperienza è partita... e sembra che procede bene. Per l’animazione liturgica ci siamo noi che, senza timori per il freddo siderale, prepariamo la Celebrazione nei minimi particolari.

Però la sorpresa più grande la viviamo all’Oratorio di Don Bosco. Nato nell’anno bicentenario della nascita di Don Bosco, viene animato periodicamente dalle allieve e dagli allievi della nostra Scuola. Le cinque classi delle superiori si alternano ogni domenica per vivacizzare questa realtà con giochi, canti, danze, riflessioni, preghiera e merenda.
I ragazzi del Barrio vengono dalle loro case, molti camminando per strade fatiscenti e i più fortunati accompagnati dal papà con la macchina. Graziosissimo vedere quando i papà camminano con i loro figli custodendo gelosamente nella borsa di plastica le scarpe che usano in casa; poi, una volta arrivati al salone, si cambiano gli stivali letteralmente inzuppati di fango e li mettono ad asciugarli in un angolo della struttura dei pompieri... Per il ritorno a casa... si cambiano nuovamente le scarpe.

Come una vera sorpresa si sono mostrati gli allievi e allieve della nostra scuola che frequentano il primo anno: hanno animato i ragazzini del Barrio con danze e giochi, attività manuali, magie e giochi d´intelligenza. Poi, composta da loro, hanno cantato una canzone di San Benito, musicata da Oriana, cantata e mimata da tutto il gruppo. A dir poco, furono esplosivi! Ma non solo; un pompiere si aggregò al gruppo e con la sua pianola a fiato, dopo aver imparato la melodia e il ritmo musicale, si mise a suonare con vero piacere il nuovo canto per la gioia di tutti. Così per sei domeniche. Le abbiamo vissute con ritmo travolgente.

Non poteva mancare l’animazione della festa PATRONALE e per la domenica 9 luglio ci siamo messe d’impegno (mancando i ragazzi della Scuola e con tre professori, due Cooperatrici salesiane, due catechiste di San Benito con Sr. Anna María e la sottoscritta ci siamo imbarcate in una animazione “DA FIESTA PATRONAL”. Giochi che ricordavano la fanciullezza di Benito; giochi che rallegravano la mensa dei benedettini, il riassunto della vita del Santo e ... la peregrinazione di due “CASITAS” con “MARIA AUSILIATRICE in VISITA ALLA FAMIGLIA”.
Possano, i DUE PELLEGRINI viaggiare e sostare per una settimana in una famiglia. La “CASITA” è dotata di un pieghevole con la biografia del Santo e 4 preghiere perché si possa pregare insieme in famiglia. Le ragazzine fortunate che hanno avuto la sorte di dare il VIA alla peregrinazione sono Celeste e Antonela.
Sabato, dopo la Messa sorteggeremo nuovamente altri due ragazzi... e già la festa e il pellegrinaggio, si prolungano nel tempo.

Grazie Maria Ausiliatrice, grazie San Benito... Solo aspettano che si costruisca la BENDITA IGLESIA  per la gioia dei fedeli del barrio!
Vi saluto con mucho cariño.
Alla prossima!      

Con affetto sempre nuovo prego e vi abbraccio. E voi ricordatevi di pregare per la Patagonia e per i missionari e le missionarie che vogliono seminare speranza e amore nel cuore di tutti.                                                                                                                          
Sr. Paola feliz FMA

16° Domingo, Tiempo Ordinario, Ciclo A


18 luglio 2017

Soy Iglesia, soy misión

Tanti gli emigrati italiani quanti nell’immediato dopoguerra: oltre 250.000 l’anno

Anticipazioni del Dossier Statistico Immigrazione 2017 di Idos e Confronti
L’emigrazione degli italiani all’estero, dopo gli intensi movimenti degli anni ’50 e ’60, è andato ridimensionandosi negli anni ’70 e fortemente riducendosi nei tre decenni successivi, fino a collocarsi al di sotto delle 40.000 unità annue. Invece, a partire dalla crisi del 2008 e specialmente nell’ultimo triennio, le partenze hanno ripreso vigore e, secondo stime, hanno raggiunto gli elevati livelli postbellici, quando erano poco meno di 300.000 l’anno gli italiani in uscita.
Sotto l’impatto dell’ultima crisi economica, che l’Italia fa ancora fatica a superare, i trasferimenti all’estero hanno raggiunto le 102.000 unità nel 2015 e le 114.000 unità nel 2016, mentre i rientri si attestano sui 30.000 casi l’anno.
A emigrare sono sempre più persone giovani con un livello di istruzione superiore. Tra gli italiani con più di 25 anni, registrati nel 2002 in uscita per l’estero, il 51% aveva la licenza media, il 37,1% il diploma e l’11,9% la laurea ma già nel 2013 l’Istat ha riscontrato una modifica radicale dei livelli di istruzione tra le persone in uscita:  il 34,6% con la licenza media, il 34,8% con il diploma e il 30,0% con la laurea, per cui si può stimare che nel 2016, su 114.000 italiani emigrati, siano 39.000 i diplomati e 34.000 i laureati. Le destinazioni europee più ricorrenti sono la Germania e la Gran Bretagna;  quindi, a seguire, l’Austria, il Belgio, la Francia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e la Svizzera (in Europa dove si indirizzano circa i tre quarti delle uscite) mentre, oltreoceano, l’Argentina, il Brasile, il Canada, gli Stati Uniti e il Venezuela.
Questi dati meritano già di per sé un’attenta considerazione anche perché ogni italiano che emigra rappresenta un investimento per il paese (oltre che per la famiglia): 90.000 euro un diplomato, 158.000 o 170.000 un laureato (rispettivamente laurea triennale o magistrale) e 228.000 un dottore di ricerca, come risulta da una ricerca congiunta condotta nel 2016 da Idos e dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” sulla base di dati Ocse.
In realtà, i flussi effettivi sono ben più elevati rispetto a quelli registrati dalle anagrafi comunali, come risulta dagli archivi statistici dei paesi di destinazione, specialmente della Germania e della Gran Bretagna (un passaggio obbligato per chi voglia inserirsi in loco e provvedere alla registrazioni di un contratto, alla copertura previdenziale, all’acquisizione della residenza e così via). Come emerso in alcuni studi, rispetto ai dati dello Statistiches Bundesamt tedesco e del registro previdenziale britannico (National Insurance Number), le cancellazioni anagrafiche rilevate in Italia rappresentano appena un terzo degli italiani effettivamente iscritti. Pertanto, i dati dell’Istat sui trasferimenti all’estero dovrebbero essere aumentati almeno di 2,5 volte e di conseguenza nel 2016 si passerebbe da 114.000 cancellazioni a 285.000 trasferimenti all’estero, un livello pari ai flussi dell’immediato dopoguerra e a quelli di fine Ottocento. Peraltro, non va dimenticato che nella stessa Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero il numero dei nuovi registrati nel 2016 (225.663) è più alto rispetto ai dati Istat. Naturalmente, andrebbe effettuata una maggiorazione anche del numero degli espatriati ufficialmente nel 2008-2016, senz’altro superiore ai casi registrati (624.000).
Sono queste le conclusioni cui si giunge nel capitolo che il Dossier Statistico Immigrazione 2017, in uscita in autunno, dedica di consueto agli italiani nel mondo. Anche quest’anno il rapporto viene curato da Idos insieme al Centro Studi Confronti, con la richiesta di un sostegno dell’Otto per Mille della Tavola Valdese.
I flussi degli italiani verso l’estero, così si conclude nel rapporto, meritano maggiore attenzione. Innanzi tutto sotto l’aspetto quantitativo, avendo raggiunto, se non superato, i livelli conosciuti dall’Italia quando si concepiva ancora come un paese di emigrazione. Ma va preso in considerazione anche l’aspetto qualitativo, perché è elevato il numero di diplomati e laureati coinvolti. Seppure in un contesto globalizzato la mobilità rappresenti una prospettiva normale, è necessario attuare una politica occupazionale più incisiva e occuparsi con maggiore concretezza dell’assistenza a quanti si sentono costretti a emigrare, assicurando loro in pieno il diritto di essere cittadini italiani, incluso il voto.

http://www.confronti.net/

Papa Francesco in Amazzonia

Papa Francisco na Amazônia

17 luglio 2017

Suor Laura Rodríguez

A suor Laura Rodriguez
[Nizza Monferrato, 9 luglio] 1880
Viva Gesù!
Mia buona suor Laura Rodriguez,1
1. Grazie del tuo biglietto che mi mandasti. Non ti conosco di presenza, e forse in questa misera vita di lacrime, non avremo la consolazione di conoscerci, ma ho ferma speranza che ci conosceremo in Paradiso. Oh! sì, lassù faremo proprio una bella festa la prima volta che ci vedremo.
2. Hai fatto la santa Professione? io spero che l'avrai fatta e mi rallegro con te della bella grazia ricevuta da Gesù. Mia buona suor Laura, fatti coraggio per corrispondere ad una grazia sì grande. Procura di mantenerti sempre ferma nei tuoi santi proponimenti che avrai fatto in quel beato giorno della S. Professione. Ti raccomando di essere sempre umile, [di aver] grande confidenza coi tuoi Superiori e non perdere mai l' allegria che vuole il Signore, studiati di renderti cara a Gesù.2
3. Prega per me, benché‚ non ti conosca ti amo tanto, tanto. Ti mando una immagine e la terrai per una mia memoria. Coraggio adunque, stammi allegra e fatti santa presto. Dio ti benedica e ti faccia tutta sua. Credimi tua sempre
Aff.ma nel Signore
la Madre suor Maria Mazzarello




1 Suor Laura Rodriguez aveva fatto la professione religiosa pochi mesi prima, il 24 maggio 1880 a Buenos Aires (cf L18)
2 Si noti il realismo e l'essenzialità con cui madre Mazzarello intende sostenere la giovane professa nella fedeltà agli impegni assunti. Abitua la suora a concentrarsi sui valori fondamentali della spiritualità salesiana e soprattutto a «rendersi cara a Gesù».

Laura Rodríguez, prima FMA dell'Uruguay, frutto della prima Spedizione Missionaria


Suor Rodríguez Laura
nata a Villá Colón (Montevideo) il 6 agosto,1858, mortavi il 18 luglio 1924, dopo 44 anni di professione.


Alla novizia suor Laura Rodríguez

[Mornese, dicembre 1878]
Viva Gesù! e Maria e S. Giuseppe!

Mia buona suor Laura, (1)
1.         Il vostro biglietto, quantunque scritto in spagnolo, tuttavia l'ho capito e mi ha fatto tanto piacere. Sebbene non vi conosca vi voglio tanto bene, mia cara suor Laura e prego per voi. Spero di conoscervi poi un giorno in Paradiso, oh!! che bella festa faremo allora.
2.         Voi intanto che siete la prima figlia di Maria Ausiliatrice fatta in America bisogna che vi facciate una gran santa, perché‚ molte figlie americane possano seguire il vostro esempio. Quando anche siamo separate le une dalle altre da una sì gran distanza, formiamo un cuore solo per amare il nostro amato Gesù e Maria SS. e possiamo sempre vederci e pregare le une per le altre.
3.         Io credo che sarà inutile che vi raccomandi di essere obbediente, umile, caritatevole e amante del lavoro; son pochi mesi che avete fatto la vestizione, (2) quindi sarete ancora tutta infervorata. Vi raccomando solo di non lasciare spegnere mai il fervore che il Signore vi ha acceso nel cuore, e pensate che una cosa sola è necessaria, salvar l'anima. Ma a noi religiose, non basta salvare l'anima, dobbiamo farci sante noi e fare colle nostre buone opere sante tante altre anime che aspettano che le aiutiamo. Coraggio dunque, dopo pochi giorni di combattimenti, avremo il paradiso per sempre.
4.         State sempre allegra, abbiate gran confidenza coi vostri Superiori, non nascondete mai nulla, tenete sempre il vostro cuore aperto, obbediteli sempre con tutta semplicità e non la sbagliate mai.
5.         Pregate per me e per tutte le sorelle. Tutte, suore e postulanti, vi ringraziano dei saluti che mandaste e ve li ricambiano di cuore nel Cuore di Gesù.
6.         Il Signore vi benedica e vi conceda la santa perseveranza e tutte le grazie necessarie per essere una buona religiosa e vera figlia di Maria Ausiliatrice.
A Dio, mia buona sorella, credetemi nel Signore la vostra

Aff.ma Madre
suor Maria Mazzarello

Note
1. Suor Laura Rodríguez è la prima vocazione americana, segno tangibile della benedizione di Dio sull'Istituto. Conobbe le FMA tramite suo fratello che frequentava il collegio salesiano di Montevideo-Villa Colón. Laura entrò nell'Istituto il 14 maggio 1878 ed ebbe come formatrici alcune pioniere del primo drappello di missionarie, tra le quali si distingueva suor Angela Vallese.

2. Aveva infatti vestito l'abito religioso l'8 settembre, festa della natività di Maria. Con buona probabilità questa lettera della Madre la raggiunse a Buenos Aires dove suor Laura completò il suo noviziato sotto la guida di madre Maddalena Martini. Fatta la professione religiosa, il 24 maggio 1880 ritornò in Uruguay.

BRJ_Celebração 14 de julho de 2017