1 luglio 2020

Dal Bollettino dell'Ispettoria ABB - Argentina Bahía Blanca


MISIONES

Encuentro Virtual de Comunidades Misioneras: el primer encuentro del año se realizó el 25 de mayo con las Hnas Animadoras de estas casas, el Consejo Inspectorial y la Hna. Silvia Dupont, que coordina este ámbito. El objetivo fue reflexionar sobre nuestra misión en tiempos de cuarentena, retomar el camino ya iniciado en el 2019 y empezar a profundizar la identidad de cada comunidad, con una mirada proyectiva para la elaboración del proyecto local. 
Se plantearon tres propuestas:
1) Formación Permanente - Espiritualidad de Inserción, 
2) Acompañamiento para la elaboración del Proyecto Local desde los 7 Procesos Transformadores planteados en el Capítulo Inspectorial, 
3) Formación de Hogares de Cristo desde la Preventividad Salesiana (FGHC). 

El segundo encuentro ha sido el 27 de junio con la integración de las Hnas. y laicos de estas casas y de la Hna. Marisa Garlatti como responsable de la Formación. Se retomaron las 3 propuestas compartiendo lo reflexionado en cada comunidad, valorándose mucho el encuentro y el camino conjunto que se proyecta a futuro.


Noticias de la Hna. Ema Pizarro desde Rwanda: “Por el grupo ‘Animadas’ voy siguiendo algo de lo que viven y me parece muy linda la comunicación entre las casas. Nosotras aquí seguimos en cuarentena y ahora más estricta en nuestra zona, pues han aparecido casos nuevos y abundantes. Mis Hnas. están haciendo una formación con los profesores y muy atentas a las exigencias de sanidad. Yo en casa, siguiendo la marcha de todo. Mi salud en este último tiempo, de nuevo va rengueando… algunos días bien y otros no tanto, pero sigo caminando, el Señor sabe lo que hace… como Sr. Raquel decía “el Señor cuida de sus borrachos”. Estamos como Provincia AFE haciendo el discernimiento para la nueva Provincial, todo igual que ustedes se hacen online, tiempos nuevos, aprendizajes nuevos. Vivimos el tiempo sin agua, tiempo seco, con mucho sol, tierra y falta de agua, esto hasta setiembre. Gracias a Dios nuestro Párroco nos permite tener la Misa en la Parroquia todos los días, curas y monjas solamente, de tanto en tanto, se unen dos o tres cristianos. Nuestro Obispo quiere que a las y los religiosos, no les falta la Misa diaria. Me encantó la foto de Sr. Asunción con sus 96 años, que linda se la ve… Saludos a las Hermanas todas, un abrazo grande y mi oración. Las recuerdo y quiero y rezo por la Inspectoría y mi país”.

24 giugno 2020

Suor Anna MAZZOCCOLI


Carissime sorelle, la mattina del 19 giugno 2020, solennità del Sacro Cuore di Gesù, dall’Ospedale di Fiorenzuola (Piacenza) è tornata alla casa del Padre la nostra carissima sorella Suor Anna MAZZOCCOLI.

Nata a Genzano di Lucania (Potenza) l’8 aprile 1930
Professa a Casanova di Carmagnola (Torino) il 5 agosto 1958
Appartenente all’Ispettoria “Madonna del Cenacolo” La Spezia - Italia

Nasce e vive in un ambiente di lavoro e di fede; papà Michele è contadino, la mamma Maria si occupa degli otto figli: cinque femmine e tre maschi, Anna è la sesta. Alla sera si recita l’Angelus e il Rosario; al mattino la mamma, mentre veste la sua numerosa truppa, fa pregare tutti ad alta voce. Si può dire che la famiglia cresce all’ombra del campanile. Il portone di casa è proprio di fronte alla Parrocchia: appena sente suonare la campanella della benedizione, Anna corre ad adorare Gesù. Frequenta l’Azione Cattolica da cui riceve moltissimo: ritiri mensili, Esercizi spirituali… «La mia vocazione, dopo anni di lotta, di ricerca e di intensa preghiera, si delinea limpida nella meditazione sull’amore sconfinato di Gesù Crocifisso. Sentivo una voce interiore che mi diceva “Non ti ho amato per scherzo, tu come rispondi?”».
Questo pensiero la accompagna dai 18 ai 24 anni. Anche questo versetto del Vangelo l’attira: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi” (Lc 10,1-9). Nello stesso tempo le piacerebbe formare una famiglia cristiana e si sente confusa tra le due strade. Alla fine il Parroco le dà da leggere la vita di madre Mazzarello e le consiglia di scrivere alla Direttrice della Casa Missionaria “Madre Mazzarello” di Torino. Leggendo quelle pagine, rimane affascinata dallo “spirito di Mornese”, dal clima spirituale che vi si respira, dal sacrificio e dalla mortificazione, dalla contemplazione nel lavoro. Si mette in contatto con la Direttrice suor Amalia Gallo e, nel giro di due mesi, parte per Torino fra lo stupore dei genitori che la accompagnano così lontano senza comprenderne a fondo il motivo.
Vive l’Aspirantato ad Arignano, il Noviziato a Casanova con la maestra suor Angela Vanetti. Sono anni di fervore e di entusiasmo. Le Novizie sono 103, di 57 nazioni! Si respira aria di mondialità e lì si rafforza nella vocazione missionaria. Nel 1958-‘59 è a Torino “Madre Mazzarello” dove consegue l’attestato di taglio e confezioni femminili, mentre si prepara a partire per le Missioni. Occorre il permesso dei genitori, ma il papà resiste, dicendo che può fare la missionaria in Italia. Lei prega l’Ausiliatrice: «Se mi vuole, lo otterrà». Il papà finalmente concede il permesso e lei parte per l’Uruguay, ancora temporanea.
La prima tappa è Montevideo, poi Rincon del Pino e Colón dove è insegnante nella scuola professionale. Così definisce la sua vita come missionaria: «Un’esperienza bellissima. Eravamo un cuor solo e un’anima sola, esperienza di vera preghiera, di vita comunitaria». Nel 1977 torna in Italia: la mamma di 87 anni, malata, le chiede di averla accanto. Ancora una volta il suo cuore è diviso, ma finisce per accondiscendere al desiderio della mamma, con la benedizione delle superiore. L’accoglie l’Ispettoria Emiliana perché i suoi, nel frattempo, si sono trasferiti a Rimini. Inizia quindi la sua “missione italiana” nelle case di questa Ispettoria. Dal 1978 al 1983 è a Ravenna come portinaia e incaricata del laboratorio. Passa poi a Bibbiano, dove è assistente delle interne dal 1983 al 1985; in seguito è a Formigine.
Nel 1991 un’altra obbedienza la vuole a Lugo, nuovamente in portineria; quindi a Fusignano dove torna con gioia all’oratorio e presta ogni altro aiuto possibile dal 1995 al 1998. La sua ultima casa è Correggio dove rimarrà fino all’inizio del 2020. Suor Anna è una FMA vivace, amante della vita comunitaria in tutti i suoi aspetti: preghiera, condivisione gioiosa, collaborazione attiva e interessamento saggio. Il suo carattere pronto e forte è temperato dal desiderio di bene per le consorelle e per i giovani. Ha un’anima profondamente missionaria e mossa da ardente zelo pastorale. Per il bene dei bambini e dei ragazzi supera ogni difficoltà.
Una sua spiccata caratteristica è la capacità di dare vita ad iniziative che suscitano collaborazione; non lavora mai da sola. Scrive una giovane suora: «Io l’ho conosciuta nella casa di Correggio dove sono cresciuta. Me la ricordo sempre con il sorriso sulle labbra, il volto luminoso parlava da solo. Aveva una “parolina all'orecchio” per ognuno. Il cortile era la sua passione: veniva con i palloni e con la corda per farci giocare».
Nel 2019 incomincia a dare segni di declino cognitivo e si decide di trasferirla a Lugagnano dove arriva ai primi di gennaio del 2020. Pochi mesi per “fiorire dove il Signore la pianta”. Si rende necessario un ricovero ospedaliero e, dopo pochi giorni, esala l’ultimo respiro a 90 anni di età e 62 di professione.
Questo era il suo motto: «Devo fiorire dove il Signore mi pianta ... Il Signore mi ha messo accanto persone splendide che mi hanno aiutato tantissimo nella gioia del dono». Ringraziamo il Signore per la vita di questa sorella missionaria, generosa, entusiasta e amante della vita comunitaria.
                                                                                                                   
L’Ispettrice 
Suor Carla Castellino

18 giugno 2020

L’1 per cento della popolazione mondiale è in fuga secondo il rapporto annuale dell’UNHCR Global Trends







Conferenza Stampa: In cammino per la cura della casa comune – A cinque anni dalla Laudato sì

Vaticano, ecologia integrale: la salvaguardia del Creato è responsabilità di tutti

Suor Francisca MONTAVA

Carissime sorelle, il 13 giugno 2020, dalla casa “S. Maria D. Mazzarello” di Santiago El Bosque (Cile), ci ha lasciate per godere della gioia eterna la nostra cara Suor Francisca MONTAVA.

Nata ad Alcoy (Spagna) l’8 maggio 1922
Professa a Barcelona Sarriá (Spagna) il 5 agosto 1945
Appartenente all’Ispettoria “San Gabriele Arcangelo” - Santiago

Suor Paquita - come amava essere chiamata - faceva parte di una famiglia composta da due fratelli e quattro sorelle, delle quali lei era l’ultima. La sua casa si trovava proprio davanti al Santuario di Maria Ausiliatrice di Alcoy (Alicante). I suoi genitori Vicente e Julia, parrocchiani del Santuario, avevano un ottimo rapporto con i Salesiani di quella comunità e trasmisero ai figli il dono della fede in Gesù e l'amore per la Sua Madre sotto il titolo di Ausiliatrice. Come espressione di questo clima di spiritualità, tre di essi consacrarono la loro vita al Signore: uno nell'Ordine Francescano, una, che visse pure in Cile, tra le Carmelitane e suor Francisca FMA. Fin da bambina, i genitori stimolarono le abilità artistiche di Francisca avviandola allo studio del disegno ornamentale e della pittura. E lei per tutta la vita mise a servizio questo dono del Signore con semplicità e generosità, dimostrando di saperlo equilibrare armoniosamente con le diverse responsabilità e compiti che svolgeva in Ispettoria.
Ammessa al Postulato il 31 gennaio 1943 a Barcelona Sarriá, il successivo 5 agosto entrò in Noviziato dove emise la prima professione il 5 agosto 1945. Da questa città, spinta dalla chiamata del Signore alla missione ad gentes, nel dicembre dello stesso anno partì con la sua compagna di viaggio, suor María Benaiges Vallés (1918-2015), per Punta Arenas (Magallanes, Cile). In quella casa insegnò nella prima elementare fino al 1955; passò poi a Santiago El Bosque come assistente delle novizie. Dal 1962 al 1969 fu formatrice nell’Aspirantato e Postulato a Santiago La Cisterna.
Dal 1969 al 1987, con alcune interruzioni, fu animatrice nella comunità “Maria Ausiliatrice” di Viña del Mar, nel Noviziato di Santiago El Bosque, nella comunità “Madre Mazzarello” di Talca e, per un anno, nella Casa ispettoriale. Lavorò poi come insegnante di arti plastiche nella Scuola “Laura Vicuña” a La Cisterna e nella Scuola “Maria Ausiliatrice” a Iquique. A Punta Arenas dal 1988 al 2002 fu delegata dell'Unione Exallieve, catechista, incaricata della cronaca e, soprattutto, impegnata con i piccoli della Scuola dell’infanzia rivelando una speciale vocazione per questo ambiente educativo. Suor Francisca amava tanto i suoi familiari, grata per il dono della fede che le avevano trasmesso. Li ricordava spesso, anche grazie alle foto che i fratelli e i nipoti le mandavano, e pregava molto per loro.
Chi ha condiviso la vita e la missione con suor Paquita, la descrive fraterna, profondamente umana, dolce, delicata nei rapporti; una donna di fede, con una sensibilità che le permetteva di entrare facilmente in empatia con la gente. Queste sue caratteristiche rimasero impresse nelle Exallieve e nei laici che l'hanno conosciuta nelle diverse comunità. Dal 2003 al 2009 fece parte della comunità del Noviziato CICSAL (Conferenza Interprovinciale del Cono Sud dell'America Latina) a Santiago. Le suore e le novizie di quegli anni le sono grate per la sua serenità, per la testimonianza di una FMA che, con semplicità, sapeva contemplare e lodare Dio per le bellezze del creato. Ricordano le sue espressioni d'amore per Gesù, accompagnate da un profondo sospiro: «Gesù, ti amo!».
Quando nei suoi quadri ritraeva Gesù, si commuoveva e commentava: «Quanto ci ama Gesù e quanto soffre nei piccoli e nei poveri che non hanno nulla». E le scendeva una lacrima sul viso. Tra le sue opere artistiche segnaliamo un dipinto della Beata Laura Vicuña, un murale della Resurrezione del Signore nella cappella della Scuola “Maria Mazzarello” di Talca, ritratti di Vescovi della diocesi di Punta Arenas, ritratti di bambini, tra cui l'allora Infanta Leonor de Borbón, a cui inviò il dipinto attraverso l'Ambasciata spagnola in Cile e, in segno di gratitudine, ricevette una lettera dai Reali di Spagna.
Nel 2010, a causa di vari problemi di salute, venne accolta nella comunità “Santa Maria D. Mazzarello” di Santiago El Bosque dove continuò a dipingere fino a quando ebbe la forza di farlo. Anno dopo anno, divenne sempre più debole fino alla morte, causata da una setticemia.
Cara suor Paquita, grazie per la tua testimonianza, per averci regalato i colori della fraternità, della pace, della serenità e della contemplazione delle meraviglie di Dio nella tua stessa vita. Riposa in pace e intercedi presso il Signore e l’Ausiliatrice vocazioni missionarie come la tua per il nostro Istituto.
L’Ispettrice
Suor Ximena Oyarzo Mansilla

"Morire di speranza" - OGGI