4 ottobre 2017

Suor Gina SANTINON

Carissime sorelle, il 27 settembre 2017, alle prime ore del mattino, dalla casa di Roppolo (Biella), il Signore ha chiamato al premio eterno Suor Gina SANTINON. Nata a Villa del Conte (Padova) il 21 febbraio 1932. Professa a Pella (Novara) il 6 agosto 1955. Appartenente all’Ispettoria Piemontese “Maria Ausiliatrice” - Italia.
Gina apparteneva ad una famiglia di genitori ricchi di valori cristiani, industriosi e saggi. Era la seconda di cinque sorelle e due fratelli. La vita familiare, ricca di fede e di affetto sincero, fu per tre sorelle terreno fecondo per la vocazione religiosa: Gina e Lidia Figlie di Maria Ausiliatrice e Piera Suora della carità di S. Giovanna Antida Thouret, per vari anni missionaria in Sud Sudan. Ricorda suor Lidia: “I genitori ci hanno lasciato una testimonianza di vita esemplare. Non posso dimenticare l’amore a Gesù Eucaristia di papà, una devozione semplice e comunicativa. La radice della mia vocazione è nata qui”.
Suor Gina scriveva inoltre di aver vissuto con gioia la vita della Parrocchia. Il suo cammino vocazionale continuò poi nel Convitto “Rotondi” di Novara, diretto dalla FMA, dove venne mandata nel 1947 per trovare lavoro e portare così il suo contributo alla famiglia. Vi rimase per qualche anno, quindi nel 1952 fu accolta a Novara “Immacolata” come aspirante. Visse il tempo del postulato a Novara e il noviziato a Pella.
Dopo la professione religiosa, per due anni fu inserita nella comunità “Maria Ausiliatrice” di Torino, per frequentare il corso di Infermiera Professionale presso l’Ospedale Cottolengo.
Nell'anno 1957-1958 a Pavia “Lega del Bene” fu assistente dei ragazzini ospiti della casa-famiglia. Nel giugno 1958 partì come missionaria per il Portogallo. Da quell'anno fino al 1976 restò nella casa di Barreiro come infermiera. Ritornata nel 1976 in Italia, continuò a prestare il servizio di infermiera nelle comunità di Rivalta “Laura Vicuña”, Orta S. Giulio, Pavia “Maria Ausiliatrice” e Pella. Svolgeva ogni attività con diligenza e cura: la precisione era la sua caratteristica, così come la decisione e la sicurezza nei modi. Si dimostrava disponibile, caritatevole e di buon cuore.
Dal 1989, per motivi di salute, dovette rallentare un po’ la sua attività e trascorre un anno nella casa di Borgomanero in riposo. Riprese poi, dal 1991 al 2002, il servizio di infermiera nella casa delle sorelle anziane di Orta San Giulio. Trascorso nuovamente un anno in riposo nella casa di Roccavione (Cuneo), dal 2003 faceva parte della comunità di Roppolo, dove per alcuni anni si dedicò al guardaroba in aiuto alle sorelle anziane e si rendeva anche disponibile come autista. Infine vi rimane in riposo e cura. 
Suor Gina era molto precisa e ordinata nel lavoro, che svolgeva con impegno e diligenza. Certamente non è stata una piccola sofferenza per lei, abituata ad essere forte e sicura di sé, doversi adattare alla malattia ed imparare a dipendere dalle consorelle. Ma suor Gina era una donna di fede e di preghiera: finché le fu possibile fu sempre assidua alla preghiera con la comunità. Nel tempo della malattia, visse la comunione con Gesù partecipando alla sua Passione e facendo esperienza della propria povertà. Questo l’ha aiutata all'abbandono alla volontà di Dio e a ringraziare per ogni gesto di attenzione che riceveva.
Accompagniamo con fraterna preghiera la carissima suor Gina all'incontro con il Padre misericordioso, affidandola alla materna compagnia della Madonna. Intanto le chiediamo di rendersi mediatrice con Maria Ausiliatrice per ottenerci dal Signore nuove e generose vocazioni.

L’Ispettrice                          
Suor Elide Degiovanni                              

14 de Novembro de 1877 – 2017. Angola entrando na barca da Grande Expedição Missionária


Foi realizado um congresso de animação missionária com a participação de adolescentes e jovens dos grupos missionários, IAM e LIGA missionária, educadores e Irmãs assessoras, vindos das diversas comunidades onde as FMA estão presentes em Angola, em torno do tema do 140º aniversário da primeira Expedição Missionária com o lema: “Angola entrando na barca da nossa grande Expedição Missionária”. Deste modo, demos um passo à frente tornando conhecida a dimensão missionária de nosso Instituto e o mandato missionário confiado à Igreja.
Tal encontro realizou-se em Cacuaco (Luanda) nos dias 22-24 de setembro. As abordagens trataram assuntos, os quais muito interessaram os jovens: Vocação: o compromisso, a decisão e a compreensão. É necessário descobrir o chamado de Deus, e para descobri-lo devemos deixar Deus falar no silêncio, não desistir e continuar. A Eucaristia (Lc 24,13-35) nas suas dimensões espiritual, pessoal, comunitária e solidária, nos faz reviver a ceia que os discípulos tiveram no último dia com o Senhor, e nunca parar de anunciar a Boa Nova. E a “Alegria do Evangelho” que apresentou o nosso ser Igreja em Saída. Estes momentos de reflexão foram concluídos com a Fogueira Missionária na qual os diversos grupos partilharam o “Como Evangelizamos” de forma juvenil, transmitindo a cada participante nova força.
Ao concluir o encontro, cada um retornou à sua comunidade e grupo de proveniência com o compromisso de animar o mês de Outubro e assim fazer com que todos participem da celebração dos 140 anos da primeira Expedição Missionária FMA e entrem na barca do compromisso missionário da evangelização.




Papa Francesco - Missionari di speranza oggi


PAPA FRANCESCO
UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 4 ottobre 2017

La Speranza cristiana - 35. Missionari di speranza oggi

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questa catechesi voglio parlare sul tema “Missionari di speranza oggi”. Sono contento di farlo all’inizio del mese di ottobre, che nella Chiesa è dedicato in modo particolare alla missione, e anche nella festa di San Francesco d’Assisi, che è stato un grande missionario di speranza!

In effetti, il cristiano non è un profeta di sventura. Noi non siamo profeti di sventura. L’essenza del suo annuncio è l’opposto, l’opposto della sventura: è Gesù, morto per amore e che Dio ha risuscitato al mattino di Pasqua. E questo è il nucleo della fede cristiana. Se i Vangeli si fermassero alla sepoltura di Gesù, la storia di questo profeta andrebbe ad aggiungersi alle tante biografie di personaggi eroici che hanno speso la vita per un ideale. Il Vangelo sarebbe allora un libro edificante, anche consolatorio, ma non sarebbe un annuncio di speranza.

Ma i Vangeli non si chiudono col venerdì santo, vanno oltre; ed è proprio questo frammento ulteriore a trasformare le nostre vite. I discepoli di Gesù erano abbattuti in quel sabato dopo la sua crocifissione; quella pietra rotolata sulla porta del sepolcro aveva chiuso anche i tre anni entusiasmanti vissuti da loro col Maestro di Nazareth. Sembrava che tutto fosse finito, e alcuni, delusi e impauriti, stavano già lasciando Gerusalemme.

Ma Gesù risorge! Questo fatto inaspettato rovescia e sovverte la mente e il cuore dei discepoli. Perché Gesù non risorge solo per sé stesso, come se la sua rinascita fosse una prerogativa di cui essere geloso: se ascende verso il Padre è perché vuole che la sua risurrezione sia partecipata ad ogni essere umano, e trascini in alto ogni creatura. E nel giorno di Pentecoste i discepoli sono trasformati dal soffio dello Spirito Santo. Non avranno solamente una bella notizia da portare a tutti, ma saranno loro stessi diversi da prima, come rinati a vita nuova. La risurrezione di Gesù ci trasforma con la forza dello Spirito Santo. Gesù è vivo, è vivo fra noi, è vivente e ha quella forza di trasformare.

Com’è bello pensare che si è annunciatori della risurrezione di Gesù non solamente a parole, ma con i fatti e con la testimonianza della vita! Gesù non vuole discepoli capaci solo di ripetere formule imparate a memoria. Vuole testimoni: persone che propagano speranza con il loro modo di accogliere, di sorridere, di amare. Soprattutto di amare: perché la forza della risurrezione rende i cristiani capaci di amare anche quando l’amore pare aver smarrito le sue ragioni. C’è un “di più” che abita l’esistenza cristiana, e che non si spiega semplicemente con la forza d’animo o un maggiore ottimismo. La fede, la speranza nostra non è solo un ottimismo; è qualche altra cosa, di più! È come se i credenti fossero persone con un “pezzo di cielo” in più sopra la testa. È bello questo: noi siamo persone con un pezzo di cielo in più sopra la testa, accompagnati da una presenza che qualcuno non riesce nemmeno ad intuire.

Così il compito dei cristiani in questo mondo è quello di aprire spazi di salvezza, come cellule di rigenerazione capaci di restituire linfa a ciò che sembrava perduto per sempre. Quando il cielo è tutto nuvoloso, è una benedizione chi sa parlare del sole. Ecco, il vero cristiano è così: non lamentoso e arrabbiato, ma convinto, per la forza della risurrezione, che nessun male è infinito, nessuna notte è senza termine, nessun uomo è definitivamente sbagliato, nessun odio è invincibile dall’amore.

Certo, qualche volta i discepoli pagheranno a caro prezzo questa speranza donata loro da Gesù. Pensiamo a tanti cristiani che non hanno abbandonato il loro popolo, quando è venuto il tempo della persecuzione. Sono rimasti lì, dove si era incerti anche del domani, dove non si potevano fare progetti di nessun tipo, sono rimasti sperando in Dio. E pensiamo ai nostri fratelli, alle nostre sorelle del Medio Oriente che danno testimonianza di speranza e anche offrono la vita per questa testimonianza. Questi sono veri cristiani! Questi portano il cielo nel cuore, guardano oltre, sempre oltre. Chi ha avuto la grazia di abbracciare la risurrezione di Gesù può ancora sperare nell’insperato. I martiri di ogni tempo, con la loro fedeltà a Cristo, raccontano che l’ingiustizia non è l’ultima parola nella vita. In Cristo risorto possiamo continuare a sperare. Gli uomini e le donne che hanno un “perché” vivere resistono più degli altri nei tempi di sventura. Ma chi ha Cristo al proprio fianco davvero non teme più nulla. E per questo i cristiani, i veri cristiani, non sono mai uomini facili e accomodanti. La loro mitezza non va confusa con un senso di insicurezza e di remissività. San Paolo sprona Timoteo a soffrire per il vangelo, e dice così: «Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza» (2 Tm 1,7). Caduti, si rialzano sempre.

Ecco, cari fratelli e sorelle, perché il cristiano è un missionario di speranza. Non per suo merito, ma grazie a Gesù, il chicco di grano che, caduto nella terra, è morto e ha portato molto frutto (cfr Gv 12,24).

Saluti:

Je souhaite la bienvenue aux pèlerins de langue française, en particulier au groupe du diocèse d’Avignon avec l’archevêque, Mgr Jean-Pierre Cattenoz, ainsi qu’aux pèlerins venus de France et de Suisse. En cette fête de saint François d’Assise, que le Seigneur vous donne d’être d’authentiques « missionnaires d’espérance » au milieu de vos frères et de vos sœurs ! Que Dieu vous bénisse !

[Volentieri do il benvenuto ai pellegrini di lingua francese, in particolare al gruppo della diocesi di Avignone, con l'arcivescovo Jean-Pierre Cattenoz, oltre ai pellegrini provenienti da Francia e Svizzera. In questa festa di San Francesco d'Assisi, lasciate che il Signore vi faccia veri "missionari di speranza" in mezzo ai vostri fratelli e sorelle! Dio vi benedica!]

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly the groups from England, Scotland, Denmark, Nigeria, Australia, Indonesia, New Zealand, China and the United States of America. I especially greet the new students of the Pontifical Beda College in Rome, with the assurance of my closeness in prayer as they begin their studies for the priesthood. Upon all of you, and your families, I invoke joy and peace in our Lord Jesus Christ.

[Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Scozia, Danimarca, Nigeria, Australia, Indonesia, Nuova Zelanda, Cina e Stati Uniti d’America. Rivolgo un saluto particolare ai nuovi studenti del Pontificio Collegio Beda, assicurando la mia vicinanza spirituale all’inizio dei loro studi per il sacerdozio. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore nostro Gesù Cristo.]

Einen herzlichen Gruß richte ich an alle Pilger deutscher Sprache, besonders an die Gläubigen der Pfarrei St. Marien in Cloppenburg-Bethen sowie an die Schülerinnen und Schüler des Franziskanergymnasiums Kreuzburg. Ich wünsche euch einen guten Aufenthalt in Rom und segne euch alle von Herzen.

[Rivolgo un cordiale saluto a tutti i pellegrini di lingua tedesca, in particolare ai fedeli della Parrocchia di Santa Maria in Cloppenburg-Bethen e agli studenti del Franziskaner­gymnasium Kreuzburg. Vi auguro un buon soggiorno a Roma e di cuore vi benedico tutti.]

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, especialmente a los provenientes de España y América Latina. Pidamos a Jesús, por intercesión de la Virgen María y de san Francisco de Asís, que sepamos difundir siempre a nuestro alrededor semillas de esperanza y de amor. Que el Señor los bendiga. Muchas gracias.

Saúdo cordialmente os peregrinos de língua portuguesa, com menção especial dos fiéis da paróquia Ressurreição do Senhor, de Jardim, que aqui vieram movidos pelo desejo de afirmar e consolidar a sua fé e adesão a Cristo: o Senhor vos encha de alegria e o Espírito Santo ilumine as decisões da vossa vida, para realizardes fielmente a vontade do Pai celeste a vosso respeito. Rezai por mim. Não vos faltará a minha oração e a Bênção de Deus.

[Saluto cordialmente i pellegrini di lingua portoghese, in modo speciale i fedeli della parrocchia «Ressurreição do Senhor, de Jardim», convenuti qui, spinti dal desiderio di affermare e consolidare la propria fede e adesione a Gesù Cristo. Il Signore vi ricolmi di gioia e lo Spirito Santo illumini le decisioni della vostra vita; possiate adempiate fedelmente al volere del Padre celeste. Pregate per me; non vi mancherà la mia preghiera e la Benedizione di Dio.]

أرحب بمودة بالحاضرين الناطقين باللغة العربية، وخاصة بالوفد القادم من مصر لمباركة الأيقونة ‏الخاصة بهروب العائلة المقدسة إلى أرض مصر للفرار من بطش وظلم الملك هيرودس. إني أتذكر ‏بمودة زيارتي الرسولية لأرضكم الطيبة ولشعبها الكريم؛ الأرض التي فوقها عاش القديس يوسف والعذراء ‏مريم والطفل يسوع والكثير من الأنبياء؛ الأرض المباركة عبر العصور من دم الشهداء والأبرار الثمين؛ أرض التعايش ‏والضيافة؛ أرض اللقاء والتاريخ والحضارة.‏ ليبارككم الرب جميعا ويحرس وطنكم ومنطقة الشرق الأوسط ‏والعالم من كل شر ومن كل إرهاب ومن الشرير‏!‏‏‏‏ ‏‏

[Saluto cordialmente i pellegrini di lingua ‎araba, ‎in ‎‎‎particolare la ‎delegazione venuta dall'Egitto, per la benedizione dell'icona che descrive la ‎fuga in Egitto della Sacra Famiglia per scampare dall'oppressione e ‎dall'ingiustizia del re Erode. Ricordo con affetto la mia Visita Apostolica nella ‎vostra terra buona e al suo popolo generoso; terra sulla quale ha vissuto San ‎Giuseppe, la Vergine Maria, il Bambino Gesù e tanti profeti; terra benedetta attraverso i ‎secoli dal prezioso sangue dei martiri e dei giusti; terra di convivenza e di ‎ospitalità; terra di incontro, di storia e di civiltà. Il Signore benedica tutti voi e ‎protegga il vostro paese, il Medio Oriente e il mondo intero da ogni male e da ‎ogni terrorismo e dal maligno!‎]

Pozdrawiam serdecznie pielgrzymów polskich w dniu, w którym przypada święto Franciszka z Asyżu. Chcę wspomnieć, że 100 lat temu w Fatimie, w każdym z sześciu objawień, Matka Boża prosiła: „Chciałabym, abyście każdego dnia odmawiali Różaniec”. Odpowiadając na Jej prośbę, módlmy się wspólnie za Kościół, Stolicę św. Piotra, w intencjach całego świata. Przepraszajmy za grzechy. Prośmy o nawrócenie wątpiących, odrzucających Boga i o zbawienie dusz czyśćcowych. Wam wszystkim, którzy odmawiacie Różaniec, z serca błogosławię!

[Saluto cordialmente i pellegrini polacchi nel giorno in cui ricorre la festa di San Francesco d’Assisi. Voglio ricordare che 100 anni fa a Fatima, in ciascuna delle sei apparizioni, la Madonna chiedeva: “Vorrei che ogni giorno pregaste con il rosario”. Rispondendo alla sua domanda, preghiamo insieme per la Chiesa, per la Sede di Pietro e per le intenzioni di tutto il mondo. Chiediamo perdono per i peccati. Preghiamo per la conversione dei dubbiosi, per quanti negano Dio e per le anime del purgatorio. A voi tutti che pregate il Rosario, benedico di cuore!]

Annuncio

Desidero annunciare che dal 19 al 24 marzo 2018 è convocata dalla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi una Riunione pre-sinodale a cui sono invitati giovani provenienti dalle diverse parti del mondo: sia giovani cattolici, sia giovani di diverse confessioni cristiane e altre religioni, o non credenti.

Questa iniziativa si inserisce nel cammino di preparazione della prossima Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi che avrà per tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, nell’ottobre 2018. Con tale cammino la Chiesa vuole mettersi in ascolto della voce, della sensibilità, della fede e anche dei dubbi e delle critiche dei giovani - dobbiamo ascoltare i giovani -. Per questo, le conclusioni della Riunione di marzo saranno trasmesse ai Padri sinodali.

* * *

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana.

Sono lieto di accogliere i partecipanti al Capitolo generale della Società di Maria (Padri Maristi) e le Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore, riunite in Conferenza generale, vi incoraggio a promuovere il vostro carisma con spirito di servizio e di fedeltà alla Chiesa.

Saluto cordialmente la Commissione della Famiglia del Triveneto, accompagnati dal Vescovo di Verona, Monsignor Giuseppe Zenti; i gruppi parrocchiali; i giovani della comunità del Cuore Immacolato di Maria di Pescara; i membri delle associazioni YMCA, che operano tra le problematiche che più affliggono i giovani; l’Associazione bambino emopatico e il Coordinamento ambientale di Anagni.

Infine, un pensiero affettuoso ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Oggi celebriamo la festa di San Francesco d’Assisi. Il suo esempio di vita rafforzi in ciascuno di voi, cari giovani, l’attenzione verso il creato; sostenga voi, cari ammalati, alleviando la vostra fatica quotidiana; e sia di aiuto a voi, cari sposi novelli, nel costruire la vostra famiglia sull’amore caritativo.


3 ottobre 2017

Dall'Ispettoria AFE - Preghiera del Rosario (inglese)

ROSARY ANIMATION BASED ON THE MESSAGE OF POPE FRANCIS  FOR 
WORLD MISSION DAY 2017

This year’s mission Sunday will be celebrated on 22nd October. The theme for this year’s World Mission Day is ‘Mission at the heart of the Christian faith’. Here below are short paragraphs as introductions to the mysteries of the holy Rosary, taken almost literally from the Pope’s message for Mission Sunday. These can be read at the beginning of the Rosary or at the beginning of a particular Mystery. As we read these few introductions during the Rosary we are invited to deepen the message of our Holy Father and grow in missionary enthusiasm. We also remember that we are preparing to celebrate the 140th anniversary of the first missionary expedition and offer our prayers and especially the Holy Rosary through the intercession of our Blessed Mother for the evangelization of all peoples. We are also invited to use some short paragraphs from the letters of Sr. Alaide of these past months, as animation material for the Rosary that will help to fire our missionary zeal and also help to prepare for the celebration of the 140th anniversary of the first FMA missionary expedition next month.
United with the whole Church in prayer and sacrifice for this month of the Missions, let us imitate our first missionary sisters as well as St. Therese of Lisieux, patroness of the missions who from her cloister obtained the fruitfulness of the work of missionaries. In a particular way let us also remember the prophetic gestures we have taken as Province in order to give witness to our faith and our call as FMA missionaries today.
Kindly read, reflect and share the entire Mission Sunday message of the Pope personally or in community.

INTRODUCTIONS FOR THE ROSARY

Introduction for the beginning of the month of the Holy Rosary: (or for the joyful mysteries) Once again this year, World Mission Day will gather us around the person of Jesus, “the very first and greatest evangelizer”, who continually sends us forth to proclaim the Gospel of the love of God the Father in the power of the Holy Spirit. This Day will invite us to reflect anew on the mission at the heart of the Christian faith. The Church is missionary by nature; otherwise, she would no longer be the Church of Christ, but one group among many others that soon end up serving their purpose and passing away. So it is important to ask ourselves certain questions about our Christian identity and our responsibility as believers in a world marked by confusion, disappointment and frustration, and torn by numerous fratricidal wars that unjustly target the innocent. What is the basis of our mission? What is the heart of our mission? What are the essential approaches we need to take in carrying out our mission?

General introduction for the Rosary (…remembering the youth) Young people are the hope of the mission. The person of Jesus Christ and the Good News he proclaimed continue to attract many young people. They seek ways to put themselves with courage and enthusiasm at the service of humanity. “There are many young people who offer their solidarity in the face of the evils of the world and engage in various forms of militancy and volunteering... How beautiful it is to see that young people are ‘street preachers’, joyfully bringing Jesus to every street, every town square and every corner of the earth!”. In our Rosary today let us pray for the next Ordinary General Assembly of the Synod of Bishops, to be held in 2018 on the theme Young People, the Faith and Vocational Discernment, that it may represent a providential opportunity to involve young people in the shared missionary responsibility that needs their rich imagination and creativity.

General Introduction to the Rosary: Today we shall pray for the Pontifical Mission Societies. They are a precious means of awakening in every Christian community a desire to reach beyond its own confines and security in order to proclaim the Gospel to all. In them, thanks to a profound missionary spirituality, nurtured daily, and a constant commitment to raising missionary awareness and enthusiasm, young people, adults, families, priests, bishops and men and women religious work to develop a missionary heart in everyone. Let us pray that the World Mission Day, promoted by the Society of the Propagation of the Faith, be a good opportunity for enabling the missionary heart of Christian communities to join in prayer, testimony of life and communion of goods, in responding to the vast and pressing needs of evangelization.

Introduction for the Joyful Mysteries (also can be an introduction on Saturdays): In carrying out our mission, let us draw inspiration from Mary, Mother of Evangelization. Moved by the Spirit, she welcomed the Word of life in the depths of her humble faith. May the Virgin Mother help us to say our own “yes”, conscious of the urgent need to make the Good News of Jesus resound in our time. May she obtain for us renewed zeal in bringing to everyone the Good News of the life that is victorious over death. May she intercede for us so that we can acquire the holy audacity needed to discover new ways to bring the gift of salvation to every man and woman.

Introduction to the Joyful mysteries: The Church’s mission, directed to all men and women of good will, is based on the transformative power of the Gospel. The Gospel is Good News filled with contagious joy, for it contains and offers new life: the life of the Risen Christ who, by bestowing his life-giving Spirit, becomes for us the Way, the Truth and the Life (cf. Jn 14:6). He is the Way who invites us to follow him with confidence and courage. In following Jesus as our Way, we experience Truth and receive his Life, which is fullness of communion with God the Father in the power of the Holy Spirit. That life sets us free from every kind of selfishness, and is a source of creativity in love.

Introduction to the Joyful mysteries: God the Father desires this existential transformation of his sons and daughters, a transformation that finds expression in worship in spirit and truth, through a life guided by the Holy Spirit in imitation of Jesus the Son to the glory of God the Father. “The glory of God is the living man”. The preaching of the Gospel thus becomes a vital and effective word that accomplishes what it proclaims: Jesus Christ, who constantly takes flesh in every human situation.

Introduction for the Sorrowful mysteries: The Church’s mission is enlivened by a spirituality of constant exodus. We are challenged “to go forth from our own comfort zone in order to reach all the peripheries in need of the light of the Gospel”. The Church’s mission impels us to undertake a constant pilgrimage across the various deserts of life, through the different experiences of hunger and thirst for truth and justice. The Church’s mission inspires a sense of constant exile, to make us aware, in our thirst for the infinite, that we are exiles journeying towards our final home, poised between the “already” and “not yet” of the Kingdom of Heaven.

Introduction to the Sorrowful mysteries: The world vitally needs the Gospel of Jesus Christ. Through the Church, Christ continues his mission as the Good Samaritan, caring for the bleeding wounds of humanity, and as Good Shepherd, constantly seeking out those who wander along winding paths that lead nowhere. Thank God, many significant experiences continue to testify to the transformative power of the Gospel. The Pope proposes the example of the Dinka student who, at the cost of his own life, protected a student from the enemy Nuer tribe who was about to be killed. Again he gives the example of the Eucharistic celebration in Kitgum, in northern Uganda, where, after brutal massacres by a rebel group, a missionary made the people repeat the words of Jesus on the cross: “My God, My God, why have you abandoned me?” as an expression of the desperate cry of the brothers and sisters of the crucified Lord. For the people, that celebration was an immense source of consolation and courage. We can think too of countless testimonies to how the Gospel helps to overcome narrowness, conflict, racism, tribalism, and to promote everywhere, and among all, reconciliation, fraternity, and sharing.

Introduction to the Glorious mysteries: The Church’s mission, then, is not to spread a religious ideology, much less to propose a lofty ethical teaching. Many movements throughout the world inspire high ideals or ways to live a meaningful life. Through the mission of the Church, Jesus Christ himself continues to evangelize and act; her mission thus makes present in history the kairos, the favourable time of salvation. Through the proclamation of the Gospel, the risen Jesus becomes our contemporary, so that those who welcome him with faith and love can experience the transforming power of his Spirit, who makes humanity and creation fruitful, even as the rain does with the earth. “His resurrection is not an event of the past; it contains a vital power which has permeated this world. Where all seems to be dead, signs of the resurrection suddenly spring up. It is an irresistible force”.

Introduction to the Glorious mystery: Mission reminds the Church that she is not an end unto herself, but a humble instrument and mediation of the Kingdom. A self-referential Church, one that is content with earthly success, is not the Church of Christ, his crucified and glorious Body. That is why we should prefer “a Church which bruised, hurting and dirty because it has been out on the streets, rather than a Church which is unhealthy from being confined and from clinging to its own security”.

Introduction to the Glorious mystery: The Church is missionary by nature; otherwise, she would no longer be the Church of Christ, but one group among many others that soon end up serving their purpose and passing away. So it is important to ask ourselves certain questions about our Christian identity and our responsibility as believers in a world marked by confusion, disappointment and frustration, and torn by numerous fratricidal wars that unjustly target the innocent. What is the basis of our mission? What is the heart of our mission? What are the essential approaches we need to take in carrying out our mission?

Introduction to the Mysteries of Light:  Let us never forget that “being Christian is not the result of an ethical choice or a lofty idea, but the encounter with an event, a Person, which gives life a new horizon and a decisive direction”. The Gospel is a Person who continually offers himself and constantly invites those who receive him with humble and religious faith to share his life by an effective participation in the paschal mystery of his death and resurrection. Through Baptism, the Gospel becomes a source of new life, freed of the dominion of sin, enlightened and transformed by the Holy Spirit. Through Confirmation, it becomes a fortifying anointing that, through the same Spirit, points out new ways and strategies for witness and accompaniment. Through the Eucharist, it becomes food for new life, a “medicine of immortality”.

Introduction to the Mysteries of Light: Through the mission of the Church, Jesus Christ himself continues to evangelize and act; her mission thus makes present in history the kairos, the favourable time of salvation. Through the proclamation of the Gospel, the risen Jesus becomes our contemporary, so that those who welcome him with faith and love can experience the transforming power of his Spirit, who makes humanity and creation fruitful, even as the rain does with the earth.

Lectio Divina_Domingo XXVII

Retiro Mensual Octubre 2017_ADORACIÓN EUCARÍSTICA

Retiro Mensual Octubre 2017_EXAMEN DE CONCIENCIA

Retiro Mensual/ Octubre 2017_REFLEXIÓN PERSONAL

26 settembre 2017

Suor Martina SPANDRI

Carissime sorelle, prima della mezzanotte del giorno 22 settembre 2017, il Signore ha chiamato a sé, dalla casa di Contra di Missaglia, la nostra cara Suor Martina SPANDRI. Nata a Cortenova (Lecco) il 9 novembre 1924. Professa a Casanova di Carmagnola (Torino) il 5 agosto 1950. Appartenente all’Ispettoria Lombarda “Sacra Famiglia” - Italia.
Suor Martina nacque a Bindo, una frazione di Cortenova, comune posto nel cuore della Valsassina sulle pendici della Grigna. In questa valle ricca di bellezze, trascorse la sua infanzia e adolescenza. Non si hanno notizie particolari del tempo in cui visse a Bindo, se non che crebbe in una famiglia numerosa, cinque sorelle e due fratelli, di solidi principi morali e religiosi e nella quale il lavoro educava al sacrificio e al dono di sé.
Cominciò, ancora ragazza, a lavorare come operaia in uno stabilimento di Lecco, ma molto presto avvertì la voce di Dio che, nel silenzio della sua laboriosa vita, le additava aspirazioni più alte delle sue montagne che ogni giorno contemplava nella loro bellezza e asperità. Il desiderio di donarsi al Signore come missionaria fu alimentato dalla lettura del Bollettino Salesiano che una cugina, FMA, le faceva pervenire mensilmente e in seguito la guidò a riflettere sulla scelta dell’Istituto. Il 3 agosto 1947 Martina entrò come aspirante ad Arignano (Torino). In quel tempo era cappellano dell’Aspirantato don Eugenio Valentini, fondatore del Pontificio Ateneo Salesiano, il quale aiutò le giovani a un cammino di discernimento portandole a rileggere la loro vita e a confrontarsi con il progetto di Dio.
Il 5 agosto 1948, Martina passò nel noviziato di Casanova dove iniziò un itinerario di sequela del Signore per fare di Cristo il centro della propria vita. In questo clima di serenità, di lavoro e di preghiera maturò il desiderio di essere missionaria ad gentes. Nel 1950 fece la prima professione religiosa, quindi passò nella casa “Madre Mazzarello” di Torino per la preparazione missionaria. Destinata in Francia, nel 1951 raggiunse Carentan, un distretto della Manica nella regione della Normandia, dove si dedicò con generosità nei vari aiuti di cucina. Nel 1953 passò a Guînes, quindi a Caluire un comune della città di Lyon dove lavorò in lavanderia e guardaroba con impegno e dedizione.
Nel 1961, ad Andresy le venne affidato il compito di cuoca, mansione che svolse fino al 2008 nelle case di Lyon Fontanières, Paris “Providence”, Guînes, quindi a Morges e Veyrier nella Svizzera francese. Suor Giuseppina Puggioni, direttrice nella casa di Veyrier, così descrive suor Martina: «Ho condiviso con lei un pezzo di strada e la ricordo come una donna di preghiera, di tanto sacrificio, senza mai lamentarsi con nessuno. Carattere austero, ma sempre disponibile a quanto le veniva chiesto, era sincera con se stessa e con gli altri. Con i bambini della scuola e con i genitori che incontrava mentre attraversava il giardino, aveva tanta tenerezza, nelle parole e nei modi e, tutti volevano offrirle qualche cosa che le facesse piacere. Era molto schiva e non accettava niente per sé. La sua povertà era piuttosto francescana, vissuta in modo originale: non aveva mai bisogno di nulla, per lei andava bene tutto, pronta, come dicono le nostre Costituzioni, a preferire il bene delle altre al proprio».
Nel 2008 all’età di 84 anni, ormai stanca e sofferente, venne accolta nella casa di riposo di Contra di Missaglia. Nella notte del 22 settembre 2017 il Signore la chiamò improvvisamente donandole la beatitudine eterna dopo tante sofferenze.
Lasciò scritto: «Ringrazio il Signore per il bene che ho potuto fare, attraverso la preghiera e il lavoro, per la gioventù, le consorelle e per quanti ho potuto incontrare nella mia vita».

L’Ispettrice
Suor Maria Teresa Cocco

148ª Spedizione Missionaria SDB_FMA

148ª Spedizione Missionaria Salesiana

Mandato Missionario - Basilica di Maria Ausiliatrice (Torino)

"Condividi il viaggio"

Migranti non sono statistiche

13 settembre 2017

Conferenza stampa - Focus su giovani italiani e seconde generazioni

Suor Teresa Gedda e le Neo-Missionarie della Spedizione Missionaria - 2017 (English)

Messaggio della Consigliera per le Missioni, Sr. Alaide Deretti, per il giorno 14 settembre 2017.



Suor Teresa Gedda e le Neo-Missionarie della Spedizione Missionaria - 2017 (Español)

Messaggio della Consigliera per le Missioni, Sr. Alaide Deretti, per il giorno 14 settembre 2017.



Suor Teresa Gedda e le Neo-Missionarie della Spedizione Missionaria - 2017 (Français)

Messaggio della Consigliera per le Missioni, Sr. Alaide Deretti, per il giorno 14 settembre 2017.


Suor Teresa Gedda e le Neo-Missionarie della Spedizione Missionaria - 2017 (Italiano)

Messaggio della Consigliera per le Misisoni, Sr. Alaide Deretti, per il 14 settembre 2017.


Suor Teresa Gedda e le Neo-Missionarie della Spedizione Missionaria - 2017 (Português)

Messaggio della Consigliera per le Missioni, Sr. Alaide Deretti, per il giorno 14 settembre 2017.


8 settembre 2017

Una vita [missionaria] lunga e feconda: suor Giovanna Zacconi.


Carissime sorelle, il 2 settembre 2017 nella casa “S. Cuore” di Vöcklabruck (Austria) all’età di 105 anni, il Signore ha chiamato al premio eterno la nostra carissima Suor Giovanna ZACCONI. Nata a Messina il 7 luglio 1912. Professa a Torre Bairo (Torino) il 6 agosto 1939. Appartenente all’Ispettoria Austria – Germania “S. Maria D. Mazzarello”.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15,16). La vita di suor Giovanna, nel senso più reale della parola, si può definire una esperienza vissuta in profonda unione con Dio che in lei ha portato molto frutto. Con “Madre Giovanna”, come era chiamata affettuosamente dalle consorelle, si chiude un’era storica per l’Ispettoria Austria-Germania. Suor Giovanna ha animato questa Ispettoria, che allora erano due, per ben 18 anni con la sua ricca personalità, senso di umanità e di fedeltà al carisma, dando un’impronta forte alla formazione delle suore e allo sviluppo delle opere.
Secondogenita di sei figli, di cui tre morirono nell’infanzia, Giovanna ricevette il Battesimo due giorni dopo la nascita. Il padre, impiegato statale, per motivi di lavoro dovette più volte trasferirsi in diverse città con non pochi disagi da parte dei familiari soprattutto per ciò che riguardava lo studio dei figli, che dovevano cambiare scuola e ambiente. Il trasferimento del padre a Vercelli nel 1930 segnò una svolta nella vita di Giovanna. La mamma un giorno, mentre era dalla parrucchiera, venne a sapere da una giovane che le FMA di Vercelli eseguivano con le ragazze uno spettacolo e così, incuriosita, vi si recò con le figlie. Da quel momento l’oratorio divenne la vita di Giovanna. Lei stessa costatò che le suore senza le oratoriane non potevano vivere, perciò le accoglievano sempre con gioia. Il punto culmine che decise la sua entrata nell’Istituto fu la canonizzazione di don Bosco a cui ebbe la gioia di partecipare a Roma e del quale portò nel cuore il ricordo e l’entusiasmo per tutta la vita. Il 7 dicembre 1936 a Vercelli Giovanna iniziò il cammino formativo. La mamma in quell’occasione le rivelò di aver sognato anni prima, che don Bosco veniva nella sua camera e se la portava via. Non fece dunque nessuna resistenza davanti alla vocazione religiosa della figlia.
Nel gennaio 1937 iniziò il postulato a Vercelli mentre il Noviziato lo visse a Torre Bairo dove emise la Professione. In seguito, fino ai voti perpetui, si occupò dell’oratorio e dell’insegnamento della contabilità nella scuola professionale di Vercelli. Presentata la domanda missionaria nel 1948, l’anno dopo fu destinata alla Germania e trascorse due anni a Monaco. Imparata la lingua, dal 1951 fu assistente delle aspiranti e in seguito fu direttrice della casa di Ingolstadt/Oberhaunstadt. L’allegria, la cordialità e la comprensione fecero di suor Giovanna un esempio di salesianità, amata e apprezzata dalle suore, dai confratelli salesiani e dalla gente che la ricorderà come “l’italiana affascinante”.
Nel 1954, quando l’Ispettoria fu divisa, fu nominata ispettrice in Germania dove restò per un sessennio. Nel 1960, in sostituzione di madre Alba De Ambrosis, fu chiamata a guidare l’Ispettoria Austriaca e vi restò 12 anni. Tra i suoi compiti ebbe anche la responsabilità di accompagnare le FMA Slovacche, che a causa della situazione politica, si trovavano dietro la cosiddetta “cortina di ferro” e in grande necessità. Tale compito richiedeva tanta prudenza e saggezza e i contatti erano molto difficili. Solo nel 1963, quando si aprirono i confini, suor  Giovanna per suggerimento della Madre, poté entrare e incontrare le nostre sorelle. Fino al 1970 le visitò annualmente alimentando tra loro la comunione con il Centro dell’Istituto. A chi le chiedeva se avesse avuto difficoltà nel suo servizio di Ispettrice, rispose: ”Ho avuto valide consigliere. A quei tempi le suore accettavano le correzioni. La mia più grande preoccupazione è stata sempre quella di dedicare tempo sufficiente alle suore e curare la loro formazione culturale e religiosa. Tra di noi c’era tanta unione!”.
Nel 1972, nella casa di Linz fu economa e a Stams fu direttrice per un triennio. Nel 1975 fu membro della nuova casa di Vöcklabruck con la grande scuola. Là fu vicaria ed economa e, quando nel 2005 si costituì la comunità “S. Cuore” per le suore anziane, lei ne fece parte. Anche qui diede tutta se stessa alle consorelle e, benché già centenaria, godeva nel contatto con i bambini e le ragazze della scuola, ed era sempre presente alla vita della comunità. Suor Giovanna scrisse: “Ringrazio Dio e Maria Ausiliatrice per il grande dono della vocazione di FMA. Sono sempre stata una FMA felice. Ogni giorno comprendo meglio la profondità e la bellezza di questo dono, di cui non potrò ringraziare sufficientemente il buon Dio. Il mio grazie va ai miei genitori e fratelli, alle superiore e consorelle, ma anche ai confratelli salesiani, soprattutto ai miei confessori. Maria Ausiliatrice, che mi ha chiamata e protetta fin qui, mi sia vicino nell’ultima ora e mi conduca a Gesù”.
Cara Madre Giovanna, anche noi ti diciamo grazie di cuore: tu eri e rimani per noi un dono del Cielo!

 L’Ispettrice 
suor Maria Maul

Congresso Missionário Nacional (Recife - Brasil)

3 settembre 2017

Dalla Patagonia


Carissimi,
Dopo il ritorno da Buenos Aires dove ho partecipato agli Esercizi Spirituali, ho tentato di… riorganizzare la seconda parte dell’anno scolastico.
Ci inoltriamo lentamente e pare quasi misteriosamente, in una primavera molto discreta a svegliarsi dal sonno. Per tre volte in questo inverno abbiamo visto la neve: gioia per i piccoli, ma problema grande per gli automobilisti! Infatti quando nevica tutto si trasforma in ghiaccio persistente e insidioso per molti giorni.
Ma questa volta non posso fare a meno di scrivere qualcosa di Sara.
Sara venne un sabato a Messa nel trailer. Come venne nessuno lo sa spiegare. Ragazzina dimessa e poveri vestiti sul suo corpicino smarrito… Alla fine della Messa, come sempre distribuimmo il pane e già in questo momento il suo viso manifestò contentezza. Non ci volle molto a capire che aveva bisogno di tenerezza, ma soprattutto di alimento… Il sabato successivo venne con le due sorelle: Giada un poco più grande di lei e Maria che pare abbia 5 anni. Delle tre fanciulle, la più disinvolta pare sia Sara e con molto spirito di intraprendenza. Lo dimostra il fatto che dopo un mese chiese di leggere alla Messa e le offrimmo il Salmo responsoriale… Sorpresa per tutte noi “addette al mestiere, ma non al mistero che si rivela in un cuore giovanile! Purtroppo in molte parti dell’Argentina si sta verificando un fatto increscioso: la sospensione del servizio educativo in moltissime zone con la ripercussione che ne deriva sia per le famiglie che per gli alunni che non frequentano la scuola… e questo purtroppo dà risultati preoccupanti… Ebbene Sara si mise a leggere con coraggio, ma con una difficoltà incredibile paragonabile ad una allieva della seconda elementare. Però arrivò alla fine… e tutti i fedeli attendevano con pazienza il momento del Ritornello salmodico!
C’è da sottolineare, che nonostante le ricchezza della fonte naturale del gas, le famiglie, povere sono sempre alle prese con problema economici e non. In una domenica che nell’oratorio giocammo con 44 ragazzini del Barrio, dopo aver distribuito la merenda, Sara si avvicina a Sr. Anna María e le dice “Per favore, hermanita, mi regala quella mezza bottiglia di acqua che è avanzata dalla merenda che la porto a casa… Sai che questa notte, con il freddo intenso si sono rotte le tubature dell’acqua e siamo in casa senza una goccia d’acqua. Speriamo che il problema si possa risolvere presto!…” Sempre fedele alla Messa, le nostre tre ragazzine, sono contente di arrivare a casa con la “Borsa del pane per la famiglia”. Vengono anche più ordinate nel vestito… è sicuro che qualche Santo sta provvedendo.
La cosa più interessante fu quando, sabato scorso celebrammo la festa della PATRONA DELLA BOLIVIA, la Virgen de URKUPIÑA. Una devozione che risale al 1400 quando la Vergine con il Bimbo Gesù apparvero a una pastorella giovanissima. E mentre la pastorella accudiva le pecore, la fanciulla si trastullava con il Bimbo Gesù giocando con Lui, mentre la Vergine parlava soavemente in lingua quechua, dialetto di Urkupiña. Questa devozione arricchisce lo spirito dei Boliviani che la vivono in modo religioso e folkloristico con preghiere, danze e feste che durano giornate intere. Quindi anche per i Boliviani che abitano nel Barrio San Benito l’occasione propizia per lodare la Vergine. I colori degli abiti, delle decorazioni nella Cappella (sempre in attesa di poter seguire i lavori) erano accompagnati da un vento freddo… Ci si rincuorava cantando, lodando e pregando con il medesimo ardore dei Boliviani. Alla fine della celebrazione Eucaristica e prima di iniziare la processione accompagnando la Vergine al Centro Sociale per l’omaggio floreale e le danze, la nostra Sara arriva con una domanda più grande di lei: “Ma senti Sr. Paola, la Madonna di Urkupiña, è la medesima Mamma di Gesù che preghiamo noi cristiani?” non mi sentii preoccupata davanti ad una simile domanda… e risposi con molto rispetto ad una domanda veramente importante per la ragazzina…
E per finire debbo dire che la peregrinazione di Maria Ausiliatrice e di San Benito nelle famiglie è un vero pellegrinaggio nella fede di un popolo semplice e fervoroso.
Grazie Maria Ausiliatrice, grazie San Benito... Solo aspettano che si costruisca la BENDITA IGLESIA per la gioia dei fedeli del barrio!
Alla prossima!
Con affetto sempre nuovo prego e vi abbraccio. E voi ricordatevi di pregare per la Patagonia e per i missionari e le missionarie che vogliono seminare speranza e amore nel cuore di tutti.
Sr. Paola feliz